4 Ristoranti - Trasmissione di Sky Uno e TV8

Spopolano serie tv in cui 4 ristoratori o 4 albergatori o 3 pasticceri guidati da un noto personaggio del relativo settore si giudicano vicendevolmente.

Si tratta di “4 Ristoranti” serie che esiste dal 2015 su Sky condotta da Alessandro Borghese che in ogni puntata mette a confronto 4 ristoranti/trattorie di una città o di un territorio. L’altra è “4 Hotel” in tv sempre su Sky dal 2018 con protagonista Bruno Barbieri, da chef stellato a protagonista televisivo. Infine “Cake Star” trasmesso da Real Time e condotto dal pasticcere e personaggio tv Damiano Carrara e dall’attrice e conduttrice Katia Follesa.

La formula è pressappoco comune ai 3 format: il conduttore coinvolge 4/3 persone titolari dei propri esercizi e a turno vanno a provare il ristorante/albergo/ pasticceria degli altri concorrenti e li giudicano secondo dei parametri stabiliti. Prendiamo ad esempio 4 Ristoranti che è stato l’antesignano della formula. Alessandro Borghese ormai lo conoscono tutti, il figlio dell’attrice Barbara Bouchet ormai più che un cuoco è un manager, un consulente, un istrionico conduttore di vari programmi televisivi sul food. Mentre i giudici del momento esaminano il locale, Alessandro col padrone di casa controlla la cucina. Poi a tavola i quattro si comportano come normali clienti ordinando 2 piatti e un dessert che si scambiano per gustare più piatti. Alla fine del pasto, dopo il conto, ognuno da il proprio voto sui parametri: location, menu, servizio, prezzo. E così via a giro. Quindi c’è una classifica basata sui voti dei 4 ristoratori ed infine i voti di Alessandro che può ribaltare il risultato fino allora espresso.

Bruno Barbieri

Per tutti i format c’è un copione fatto bene, una sceneggiatura che risalta la spettacolarità, una regia efficace e professionale; inoltre i conduttori hanno un fascino ed una presenza coinvolgente. Sono allora tutte rose e fiori?

Per noi affatto. Quello che non ci piace è notare in tutti gli episodi dei 3 format un comportamento dei singoli partecipanti affatto oggettivo e spesso rivelatore di un giudizio espresso per penalizzare gli avversari e favorire il proprio esercizio. Questo atteggiamento non è velato, quasi sotterraneo, anzi è così palese e qualche volta aggressivo da dar fastidio allo spettatore che non può fidarsi dei giudizi espressi. E se nel caso degli hotel lo spettatore vede le situazioni e se ne fa un proprio giudizio, per il cibo ciò non è possibile in quanto si può notare solo l’aspetto non il gusto. C’è addirittura da rimanere perplessi quando un ristoratore dà un giudizio negativo su un aspetto che è ben presente nella sua attività. Così facendo il risultato finale è falsato anche perchè si notano ristoratori più onesti e sinceri nel loro giudizio che sono penalizzati, né il giudizio finale del conduttore riesce sempre a ribaltare il risultato facendolo risultare reale.

Damiano Carrara e Katia Follesa

Capiamo la spettacolarità, comprendiamo le discussioni anche accese tra i concorrenti che attraggono certi spettatori, ma preferiremmo che i giudici non fossero gli stessi partecipanti bensì dei professionisti: chef, pasticceri, giornalisti, blogger, persone che non hanno interessi nelle attività in gara.