È stata una puntata carica di significati quella andata in onda ieri sera, 25 gennaio 2026, di Alessandro Borghese – 4 Ristoranti.
Quattro ristoranti, quattro visioni diverse della cucina etnea e un unico obiettivo: conquistare il titolo di miglior ristorante a km zero dell’Etna. A sfidarsi sono stati La Dispensa dell’Etna di Carmelita, Tenute di Villa Giulia – Ristorante Da Antonio guidato da Antonio, Da Rinuccio di Giusi e Vitis – Vineria con cucina di Salvatore, nel cuore storico di Randazzo.
Non solo una sfida gastronomica, ma un vero e proprio racconto di territorio quello delle pendici dell’Etna: un clima che lo stesso Borghese aveva anticipato poche ore prima della messa in onda con un post sui social dedicato alla forza della Sicilia e della sua gente.
A fare da filo conduttore della puntata, lo “special” scelto da Borghese: la pasta con le sparacogne, erba spontanea simbolo del territorio etneo, ingrediente tanto identitario quanto insidioso da interpretare.
Se da un lato Carmelita ha puntato tutto sull’accoglienza familiare e su una cucina schietta, dall’altro Antonio e Giusi hanno cercato di distinguersi per rigore nella scelta delle materie prime e per una proposta coerente con l’idea di km zero. Salvatore, invece, ha giocato una partita più audace, cercando di portare la tradizione etnea in una chiave più contemporanea, senza snaturarla.
Non sono mancati momenti di tensione, soprattutto intorno allo special. Le diverse interpretazioni della pasta con le sparacogne hanno acceso il dibattito tra i concorrenti, tra chi ha difeso una versione più classica e chi ha osato con abbinamenti meno convenzionali. Borghese, dal canto suo, ha più volte sottolineato come la cucina di territorio non significhi immobilità, ma capacità di evolversi restando fedele alle proprie radici.
Il verdetto finale è arrivato come sempre dopo lo scambio dei voti e il giudizio dello chef. A vincere la puntata è stato Vitis – Vineria con cucina, che si è imposto per un soffio sugli avversari grazie a una proposta considerata equilibrata, personale e ben centrata sull’identità dell’Etna. Decisivi, secondo Borghese, la qualità della materia prima, la coerenza del menu e il coraggio dimostrato in cucina.
Secondo posto per Tenute di Villa Giulia – Ristorante Da Antonio e Da Rinuccio, rimasti a brevissima distanza dalla vetta, mentre La Dispensa dell’Etna ha chiuso la classifica, penalizzata soprattutto sull’interpretazione dello special, pur raccogliendo consensi per l’atmosfera e l’ospitalità.
Al di là della classifica, la puntata ha restituito l’immagine di una Sicilia profonda, autentica, dove la cucina non è solo mestiere ma racconto quotidiano di una terra complessa e generosa. Un episodio che ha confermato come 4 Ristoranti sappia, quando il contesto lo permette, andare oltre la gara televisiva per diventare ritratto culturale. E alle pendici dell’Etna, ieri sera, quel ritratto è arrivato forte e chiaro.





