Collesano riscopre la tradizionale e millenaria arte della lavorazione del sughero. Un’attività che ha consentito per secoli il reddito a centinaia di famiglie, non solo del comprensorio collesanese, ma del territorio madonita.

Con questo spirito è nata l’idea di realizzare il museo del sughero. A chiederlo con forza è l’ANAS di Collesano con in testa il suo vulcanico presidente Antonino Vara, animatore culturale e sostenitore della lavorazione del sughero. La sua famiglia per decenni ha rappresentato dignitosamente questa attività consentendo a molti loro compaesani che lavoravano nella filiera di poter trarre beneficio. Cultura e tecnica di cui il Vara è uno dei pochi che detiene questo patrimonio di conoscenze.

Il percorso museale dovrebbe accompagnare il visitatore alla scoperta delle origini di questa tradizione e alle modalità della sua lavorazione, a partire dal primo contatto con la pianta del sughero, alla lavorazione manuale della sua scorza. Il museo dovrebbe esporre vecchi macchinari, attrezzature e fotografie che documentano lo svolgimento dell’attività produttiva madonita, l’esposizione permanente avrebbe l’intendo di celebrare la storia di una comunità che ha saputo trasformare questo prodotto in una fonte di lavoro e necessità.

Per Antonino Vara: “L’obiettivo è quello di recuperare una memoria storica-culturale della nostra comunità, in considerazione che la popolazione collesanese ha con il sughero un rapporto millenario, ciò dovuto alla presenza di circa 120 ettari di superficie demaniale, la cui vocazionalità e strutturalmente legata alla produzione del sughero e che per tante famiglie è stato l’elemento di sostentamento”. Ed inoltre:” L’iniziativa è determinante anche per la promozione turistica di Collesano, poiché consente di attrarre tanti appassionati di questa pratica industriale oramai estinta, inoltre, la struttura museale sarebbe l’unica presente in Sicilia e una delle poche d’Italia”.

Successivamente a queste considerazioni l’ANAS ha chiesto all’amministrazione comunale, per realizzare il museo, la disponibilità di un ampio locale per la realizzazione e la gestione, in forma pubblico-privato, il primo “Museo regionale etneo-antropologico del sughero delle Madonie”.