Oramai è una pratica usuale quasi un rito adottare nel mese di gennaio una dieta alimentare a base di verdure e frutta, il con l’obiettivo di smaltire l’eccesso di calorie e tossine accumulate nei pranzi e nelle cene delle festività natalizie.

D’altronde Gennaio è il mese improntato dai buoni propositi e sicuramente tra i desideri che si maturano c’è quasi sempre la volontà di riprendere il peso forma con una sana alimentazione inaugurando il nuovo anno con un diverso stile di vita.

Veganuary è il nome di un’organizzazione no profit inglese che incoraggia le persone di tutto il mondo a provare un’alimentazione vegana per il mese di gennaio. Con il tempo, per estensione, è diventato sinonimo dell’impegno a provare un’alimentazione vegetale per un mese intero. L’associazione propone una piattaforma online per vivere collettivamente l’esperienza con un sostegno psicologico, ma anche con ricette di cucina e consigli nutrizionali.

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Si è soliti così adottare un’alimentazione vegana per tutto il mese di gennaio. Diverse sono le motivazioni che inducono l’adozione di questo regime dietetico, molti che approcciano questa dieta nel mese di gennaio, si convince di proseguire, chi invece si avvicina  al Veganuary come una sfida a tempo, per poi tornare alle abitudini alimentari con derivati animali concluso il mese di gennaio.

Secondo i dati del 35° Rapporto Italia di Eurispes 2023, pubblicati a fine novembre, il 4,2% della popolazione italiana si identifica come vegetariano, mentre il 2,4% ha scelto uno stile di vita vegano. Un notevole aumento rispetto allo 0,6% dei vegani registrato nel 2014. Mentre frutta e verdura sono pilastri importanti di una dieta vegana, è essenziale ricordare che questi alimenti dovrebbero comunque costituire una parte significativa di una dieta onnivora equilibrata.

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L’Italia è ormai il terzo Paese europeo con il maggior numero di ristoranti vegani e vegetariani, preceduto solo da Germania e Inghilterra. gli italiani che scelgono un’alimentazione vegana – per gusto personale o per etica – sono in continuo aumento, complici anche le nuove generazioni particolarmente attente ai cambiamenti climatici.

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