Dopo le ultime 2 edizioni in sordina a causa delle limitazioni dovute al covid-19 ritorna l’Infiorata di Noto con la 43esima edizione che si connoterà come quella della ripartenza e delle novità.
Innanzitutto per la prima volta la manifestazione di snoderà nell’arco temporale di 5 giorni, esattamente da venerdì 13 martedì 17 maggio e questo consentirà anche agli Istituti Scolastici della Regione di poter programmare una visita e una gita scolastica. Una scelta che sembra stia dando i suoi frutti tenuto conto delle numerose prenotazioni già pervenute all’ufficio turismo da numerosi istituti di altre province. Tra l’altro incrementare di due giorni l’evento potrà consentire, agli operatori del settore di recuperare più presente turistiche.
A caratterizzare l’evento quest’anno sarà il tema del “ventennale del riconoscimento Unesco” che nel 2002 registrò l’inserimento della città netina e di altre sette città tardo-barocche del Val di Noto (Scicli, Palazzolo Acreide, Militello in Val di Catania, Catania, Ragusa, Modica e Caltagirone) del loro patrimonio architettonico tra i siti patrimonio dell’Umanità.
In via Corrado Nicolaci, teatro dell’Infiorata, saranno realizzati i 16 bozzetti, due per ciascuna città, con il coinvolgimento delle associazioni netine e degli scout. Il tappeto fiorito, di circa 700 mq, richiederà l’impiego di circa 400 mila fiori tra margherite (in prevalenza), rose, garofani e vari fiori di campo, che le campagne netine nel mese di Maggio concedono in abbondanza. Si ritorna così all’edizione in maniera integrale.
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Un ulteriore novità sarà il ticket di 2,50 euro a carico dei visitatori non residenti nel comune di Noto che potrà essere acquistato online e in tutti gli infopoint della città e permetterà di raggiungere via Nicolaci attraverso alcuni varchi. Dopo ponderata riflessione gli organizzatori hanno assunto questa decisione al fine di migliorare servizi accessori, rafforzando la presenza dei servizi igienici e implementando i parcheggi e la presenza degli infopoint.
Già il Giovedì notte sarà possibile osservare la collocazione dei fiori, all’interno delle sagome precedentemente disegnate. Come da prassi il bozzetto che rappresenta lo stemma di Noto sarà curato dall’Istituto d’arte della città; come opera fuori concorso e costituirà il primo riquadro.
L’auspicio è che l’evento ritorni ad essere quell’importante attrattore turistico e culturale che negli anni è stato funzionale alla consacrazione di Noto a meta di turisti e visitatori e che solamente l’eccezzionalità della pandemia negli ultimi due anni ha ridimensionato.





