Una richiesta un po’ fuori dal comune quella di Roberto Carbone, giovane 24enne di Catania laureatosi in Scienze e Tecnologie alimentari. Il neo dottore, prossimo al conseguimento dell’abilitazione come tecnologo alimentare e quindi alla chiusura definitiva del suo percorso accademico, aveva espresso ai genitori il desiderio di possedere un terreno tutto per sé in cui coltivare erbe aromatiche.

L’intento di Roberto era molto preciso e pensato nel dettaglio: continuare il lavoro che aveva iniziato suo nonno in un terreno a Nicolosi, piccolo comune in provincia di Catania, in cui ci si dedicava alla vigna. Deciso dunque a costruirsi fin da subito un futuro, il giovane laureato fondatore e proprietario di un’azienda tutta sua, l’azienda agricola SARI, ha deciso di intensificare il suo rapporto con il settore agricolo, facendone una professione a tutti gli effetti ed è stato accontentato con un terreno a Trecastagni, donatogli in regalo proprio in occasione del grande traguardo raggiunto.

Dal momento che non gli interessava dedicarsi alla viticoltura Roberto ha deciso di lanciarsi nella coltivazione di rosmarino, origano, peperoncini, lavanda, elicriso e altre piante che emanano profumi inebrianti e che, da un punto di vista culinario, incarnano l’essenza della cucina siciliana.

Abbiamo intervistato Roberto Carbone che ci ha raccontato i motivi di questa sua scelta.

Da quanto tempo coltivi questo sogno?

“Coltivo, o per lo meno, ho iniziato quest’attività esattamente tre anni fa. L’azienda, a livello commerciale, è immessa sul mercato da circa due anni”.

Perché la scelta di un terreno proprio a Trecastagni?

“Ho scelto Trecastagni perché ho visto un potenziale in questo paesino in quanto dove ricade l’appezzamento di terreno passano diversi turisti. Pertanto ho pensato bene fin da subito non solo di coltivare erbe aromatiche, ma anche di poter realizzare tutta una serie di attività legate al turismo e alla didattica. Trecastagni è un paesino a sud est dell’Etna e quella zona oggi è quasi un brand dato che è conosciuta in tutto il mondo, per cui uno dei miei obiettivi primari è anche la valorizzazione del territorio”.

Cosa ti aspetti da questo inizio di carriera per te altamente emozionante e significativo?

“Chiaramente le aspettative devono essere quanto più positive possibili. Diciamo che sto notando degli enormi passi avanti e la cosa mi rende estremamente felice. A tal proposito colgo l’occasione per ringraziare tutte quelle persone che hanno collaborato, e continuano ancora ora, per mandare avanti il progetto. Cerco di vedere il concetto di impresa agricola come un qualcosa di moderno, non semplicemente come produzione e vendita del prodotto nel mercato soprattutto per ragioni di concorrenza, per cui mi avvalgo spesso e volentieri di tante collaborazioni, dai grafici ai social media manager, ai fotografi”.

Come vengono trattate le piante aromatiche durante il loro processo di coltivazione e raccolta?

“Le piante aromatiche che ho selezionato, rosmarino, origano, elicriso, salvia, timo, si adattano benissimo al nostro territorio per cui non richiedono enormi attenzioni. Ci vuole comunque una manodopera costante e cura di rimuovere le piante infestanti e una volta che la pianta risulta essere pronta per la raccolta, viene portata in laboratorio e trasformata in spezia attraverso un essiccatore. Essiccata la spezia, si passa al processo di tritatura e, infine, di confezionamento in bustine da 10 grammi”.

Che progetti sono legati alla coltivazione delle erbe aromatiche?

“I progetti legati alla produzione di piante aromatiche riguardano fondamentalmente il turismo e l’organizzazione di eventi: ultimamente infatti, il 28 Luglio, abbiamo organizzato un evento in cui attraverso un aperitivo abbiamo promosso i miei prodotti aziendali. L’anno scorso invece sono stati organizzati altri due eventi in collaborazione con Legambiente Catania e altre aziende locali, in cui sono state ripulite le zone in prossimità dell’appezzamento di terreno, impegnandoci a sensibilizzare i cittadini a salvaguardare l’ambiente. Dopo la raccolta, abbiamo consumato un pranzo con la gastronomia locale adottando un packaging ecosostenibile. In autunno abbiamo invece organizzato un mercatino e tante altre attività con tredici giovani produttori under 30, il cui tema principale era proprio l’importanza della natura, quanto è fondamentale prendersene cura e soprattutto in che modo”.

Che aspettative hai da questa esperienza per quanto riguarda l’aspetto professionale, da una parte, ed economico, dall’altra?

“Provenendo da un corso di studi in Scienze e tecnologie alimentari posso dire che l’università ha chiaramente rappresentato un trampolino di lancio. Da un punto di vista teorico, gli studi mi sono serviti per impostare il progetto, la componente pratica purtroppo viene un po’ meno dal momento che pecca nella maggior parte degli atenei italiani, per cui ho dovuto arrangiarmi da me. Ho studiato nozioni e caratteristiche del mio settore in via del tutto extracurriculare: ho intrapreso un meeting a Salonicco, in Grecia, entrando a contatto con produttori di Spagna, Grecia e Italia e sono fermamente convinto che se oggi si vuole mandare avanti un progetto, bisogna conciliare quella che è la teoria, la formazione ed esprimerla in termini pratici, innovando prodotti nuovi, adottando soluzioni che il mercato non ha valutato. Per quanto riguarda l’aspetto economico, l’azienda è in crescita anche se vorrei puntare maggiormente sui mercati esteri ma momentaneamente la situazione pandemica non lo ha permesso. Ad ogni modo, non mi abbatto e anzi cerco sempre più di migliorarmi e acquisire quanti più contatti possibili”.