La Legge di Bilancio 2026 rilancia i distretti del cibo con un rifinanziamento da 1,4 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028, destinato alla nascita e al consolidamento di queste realtà territoriali strategiche per l’agroalimentare.
La misura rafforza l’autorizzazione di spesa prevista dal decreto legislativo n. 228 del 2001 e punta a sostenere modelli di sviluppo fondati sull’integrazione tra imprese agricole, trasformazione, enti locali e comunità.
In Sicilia, dove l’agroalimentare rappresenta un pilastro economico e identitario, i distretti del cibo sono già una realtà consolidata. La Regione ha già individuato e riconosciuto otto distretti del cibo, tra cui il Bio slow pane e olio, il Sud-Est Siciliano, il Nebrodi Valdemone e il Born in Sicily Routes-Val di Mazara, inseriti nel Registro nazionale dei distretti del cibo presso il Ministero dell’Agricoltura.
Di cosa si tratta nello specifico? I distretti del cibo nascono con l’obiettivo di rafforzare la competitività dei territori, tutelare il paesaggio e dare valore aggiunto ai prodotti di qualità, spesso legati a marchi DOP e IGP. In concreto, servono a far lavorare insieme imprese, territori e istituzioni per rafforzare l’agroalimentare locale e trasformarlo in sviluppo economico stabile.
Non si tratta dunque di enti astratti, ma di strumenti operativi che consentono di accedere a fondi pubblici, coordinare progetti e dare valore alle filiere produttive. L’obiettivo finale è il rafforzamento della filiera agroalimentare.





