Al Cous Cous Fest, il Festival Internazionale dell’Integrazione Culturale che si sta svolgendo in questi giorni a San Vito Lo Capo, nel Padiglione dell’Assessorato Regionale del Turismo in collaborazione con All Food Sicily quindicesimo appuntamento del “Talk in riva al mare“.
Abbiamo ospitato Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio di tutela per l’Arancia di Ribera DOP e vice-presidente del del Distretto Produttivo degli Agrumi di Sicilia. Incontri che hanno visto diversi protagonisti del mondo dell’enogastronomia e dell’agroalimentare siciliano che si sono alternati in momenti di approfondimento e di degustazione.
L’Arancia di Ribera DOP commercializzata con il marchio “Riberella”, come ci racconta Giuseppe Pasciuta, è l’unica a potersi vantare della DOP, a differenza di altre arance che sono IGP. Non è solo una questione di sigla, ma un vero è proprio riconoscimento per questo prodotto che viene coltivato in 14 Comuni che fanno parte della provincia di Agrigento.Il Consorzio “Arancia Ribera di Sicilia”, che raggruppa tanti produttori, nasce nel 1994 e sin da subito si impegna per ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta, riconoscimento che arriva con Regolamento Europeo del 4 febbraio 2011. Un importante traguardo di estrema importanza che, di fatto, ha celebrato per la prima volta in Italia e in tutto il continente europeo, un agrume che si compone di tre varietà distinter, ovvero Navelina, Brasiliano e Washington
Ma le arance di Ribera sono anche un volano per lo sviluppo turistico del territorio. Da qualche anno infatti si sta portando avanti con il Distretto Agrumi di Sicilia il progetto “Le Vie della Zagara”, ovvero un progetto che mira ad aggiungere valore agli agrumi siciliani con un’offerta prodotto-territorio-Itinerari di turismo relazionale integrato nei territori degli Agrumi di Sicilia.
Le Vie della Zagara propone sei itinerari di Turismo Relazionale Integrato tracciati in Sicilia nei territori corrispondenti alle produzioni agrumicole di qualità identificati dalle IGP e DOP e di un itinerario, tracciato in tutta l’isola, focalizzato sulle produzioni BIOlogiche.Fondamentale il ruolo dei Consorzi di tutela IGP, DOP e BIO, testimoni dell’identità dei territori e garanti della qualità, nella gestione del sistema territoriale che costituisce l’armatura indispensabile per la costruzione di una offerta di Turismo Relazionale Integrato.
Si registrano alcune criticità evidenziate da Pasciuta come l’instabilità climatica di questo periodo che preoccupa i produttori. Al clima “pazzo” si aggiunge l’inadeguata rete infrastrutturale che, in caso di forte maltempo, rischia di lasciare isolate aziende agricole in alcune contrade divenute irraggiungibili a causa dell’acqua, come spesso acade.
Pasciuta nella qualità di vice-presidente del Distretto Produttivo del Distretto Produttivo degli Agrumi di Sicilia ci evidenzia che in Sicilia ovviamente è importante anche la produzione di limoni, circa l’87% della produzione nazionale proviene dalla nostra regione, e anche se si è perso il primato di produzione mondiale, la Sicilia conserva tuttora il record per produzioni tutelate, tra questi il Limone Interdonato Messina IGP, un frutto garibaldino, il Limone di Siracusa IGP, il piú “trasformista” dei limoni italiani e il Limone dell’Etna IGP ovvero l’invenzione del Verdello. 3 limoni per 3 consorzi ai quali si aggiunge l’attivismo e la dinamicità del distretto limonicolo della parte orientale della costa tirrenica palermitana con una connotazione geografica, storica e culturale correlata alla Conca d’Oro e che ruota intorno a Bagheria.
“Dalla fine degli anni ’70 è iniziato il declino che ha determinato il crollo produttivo di agrumi e limoni in particolare, portando l’Italia a non soddisfare più i consumi – dice Pasciuta -. Con gli anni i produttori hanno adottato le contromisure, avviando processi di aggregazione che hanno consentito di concentrare e programmare l’offerta per realizzare adeguate economie di scala e garantire reddito agli agricoltori.”
Anche per questo – ha concluso il presidente del Consorzio – “Riteniamo importante adottare una strategia territoriale condivisa che permetta di individuare i punti critici del nostro sistema produttivo, come ad esempio assicurare la disponibilità dell’acqua per l’irrigazione, provvedere alla sistemazione delle strade rurali e guardare alla gestione di tutto il territorio in un’ottica di ospitalità turistica, secondo gli obiettivi individuati nel progetto Le Vie della Zagara dell’Arancia di Ribera Dop”.





