Dal 17 al 22 agosto torna l’appuntamento con il Pantelleria Doc Festival, il grande evento organizzato dal Consorzio Vini di Pantelleria Doc, dedicato alla scoperta della Perla Nera del Mediterraneo e dei suoi vini doc. Un programma di sei giorni, in cui i grandi vini di Pantelleria sono il filo conduttore. Il programma prevede visita delle cantine e dei vigneti coltivati a zibibbo, ubicati in luoghi affascinanti, dalle contrade più agricole a quelle affacciate sul lago o sul mare, fino a quelle ubicate all’interno di parchi archeologici. A seguire degustazione dei vini di Pantelleria doc prodotti dalle cantine: dai vini bianchi, agli spumanti, dai frizzanti ai moscati e passiti. Vini da assaporare da soli o accompagnati da prodotti tipici dell’isola in atmosfere incantate, come di fronte ad un fantastico tramonto, ascoltando il racconto di chi li ha prodotti con amore e fatica.

Un legame profondo unisce la famiglia Pellegrino a Pantelleria. Tutto inizia nel 1992, anno di fondazione della cantina di vinificazione sull’isola. Nei terreni vulcanici di Pantelleria, su terreni scoscesi, duri da lavorare, sferzati dal vento, cresce lo zibibbo, uva prelibata, dolce e aromatica, la cui coltivazione ad alberello pantesco è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Il termine viticoltura eroica – spiega Benedetto Renda, presidente del Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei vini Doc dell’Isola di Pantelleria e presidente di Cantine Pellegrino – ha un significato profondo. Produrre vino a queste latitudini è una vera propria impresa eroica: in media, infatti, a Pantelleria occorre più del triplo del tempo di lavoro che si richiede in altre realtà territoriali. Le condizioni geografiche estreme, la forte pendenza dei terreni, il vento che soffia costante, le limitate disponibilità di manodopera, la scarsità di piogge e l’assenza di sorgenti d’acqua dolce rendono l’attività dei vignaioli un miracolo continuo, premiato dalla qualità eccelsa dei vini“.

Pellegrino non ha mai voluto acquistare terreni sull’isola, affidandosi appunto alle tradizioni locali dei suoi abitanti, custodi e detentori di un sapere millenario sulle tecniche di coltivazione dello zibibbo che si tramanda di mano in mano, da padre in figlio. Nessuno, infatti, conosce meglio dei contadini panteschi i metodi di potatura e le pratiche agronomiche necessarie per ottenere il meglio dalle coltivazioni sui terreni impervi e selvaggi dell’isola. Una scelta saggia volta a sostenere l’economia di questo piccolo microcosmo. Da queste uve nascono così i grandi vini doc delle Cantine Pellegrino, pura rappresentazione di questa terra affascinante: il neonato bianco secco Isesi, oltre ai celebri moscato e passito, di cui il Nes rappresenta la forma più nobile e pregiata.

Anche quest’anno per tutta la stagione estiva nella cantina di proprietà Pellegrino consente ad enoturisti e appassionati del buon bere di scoprire la produzione eroica di Pantelleria e degustare i propri vini doc negli ampi spazi dell’enoteca affacciata sul Mediterraneo. Diverse le attività concentrate nella settimana del Pantelleria Doc Festival, per conoscere le differenze tra passiti, moscati e vini secchi ottenuti tutti da uve zibibbo e per godere di un panorama unico al mondo.