Credit Photo: Giuseppe Fricano © Futura Company 2022

Dopo due anni di sospensione causa pandemia torna a Verona il Vinitaly, l’evento sul mondo del vino più importante in Italia e tra i più qualificati alivello internazionale.

L’assenza delle fiere in presenza ha permesso di riflettere sulla loro fondamentale importanza. Si riscontra molta euforia girando per gli stand del Vinitaly e la cartina al tornasole è il boom di aziende che espongono e di partecipanti all’evento.

Tantissime anche le cantine siciliane, ben 185, presenti a Verona dal 10 al 13 aprile per promuovere i loro vini a dimostrazione di un settore vinicolo siciliano che di anno in anno è in continua espansione e vanta ammiratori ormai da tutto il mondo.

Per il Vinitaly è un’edizione che segue un 2021 eccezionale che ha registrato 7,1 miliardi di esportazioni con l’export agroalimentare che ha battuto tutti i record.

Una filiera corta che funziona, una grande eccellenza italiana, un comparto che in ambito mondiale assegna la seconda posizione all’Italia per volume e per valore, con l’ambizione di primeggiare e superare sia la Francia sia la Spagna. L’edizione di quest’anno con la massiccia partecipazione e l’entusiasmo degli attori della filiera evidenzia che sussistono tutte le condizioni per far crescere la filiera vitivinicola italiana. anche perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo ed è un testimonial attendibile e credibile dell’eccellenza italiana.

Questi i temi trasversali e le parole d’ordine dei titolari e dei protagonisti delle cantine e delle aziende vitivinicole siciliane che hanno partecipato a questa edizione e che abbiamo intervistato nel grande ed accogliente Padiglione Sicilia: sostenibilità ambientale, transizione ecologica, circolarità di informazioni, scambio di opinioni, esperienze e pareri, ripresa della socialità aziendale e commerciale, ripartenza.

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