Il Cantunéra dello chef Alessandro Pace è risultato tra i vincitori della guida Street Food al Gambero Rosso . Il Cantunéra è una creativa arancineria e dolceria siciliana, nata nel 2012 a Comiso, e pochi anni dopo nel 2017 ha aperto a Ragusa Ibla, luogo di esaltazione della tradizione culinaria siciliana, in cui qualsiasi prodotto tipico è realizzato attraverso la scelta accurata degli ingredienti, rigorosamente di prima qualità, con la maestria dello chef Pace e della sua brigata.

Questa prestigiosa attività situata nel cuore del centro storico di Comiso, si pone l’obiettivo di raccontare storie attraverso il cibo, realizzando pietanze invitanti con tanta passione e dedizione, ma anche di soddisfare le esigenze dei consumatori, proponendo piatti significativi di un certo valore che mettano in primo piano la Sicilia e le meraviglie che questa terra tanto amata offre.

Non a caso il rispetto per il consumatore è la parola chiave che spinge ad andare avanti ogni giorno e progredire raggiungendo risultati in linea con le attese dei clienti. Un’evidente prova è la vittoria collezionata al Gambero Rosso come miglior produttore di arancina siciliana.

Una nota di magia è dettata sia dal luogo suggestivo che offre la possibilità di gustare una vasta gamma di arancine, da quella tradizionale a quella dolce, stando comodamente seduti sull’angolo della via, sia dal nome dell’attività che, oltre a denotare l’angolo della strada in dialetto siciliano, fa riferimento alle belle donne capaci di “fari càdiri cantunèri”.

Abbiamo intervistato lo chef Alessandro Pace della Cantunéra, dopo aver ricevuto l’importante riconoscimento di miglior produttore di arancina siciliana nella guida Street Food 2021 del Gambero Rosso.

Cosa prova a leggere il suo nome tra i vincitori Gambero Rosso?

“Orgoglio, naturalmente, ma anche un senso di riconoscenza. Quando sai di saper fare e qualcuno lo nota e ti giudica per quello che vali, la sicurezza in se stessi si trasforma in consapevolezza”.

Che vantaggi ha portato questo prestigioso traguardo al Cantunéra?

“Una maggiore fiducia sulle mie capacità. Di nuovo c’è sicuramente quella maggiore consapevolezza che ci spingerà a proporre un progetto oltre i confini siciliani”.

Qual è il segreto per preparare una delle eccellenze culinarie come l’arancina, prelibatezza che ha permesso di collezionare una meritata vittoria? C’è un ingrediente particolare che dà quel tocco in più?

“L’ingrediente fondamentale è la responsabilità, non solo verso se stessi, ma anche verso la clientela e, soprattutto, verso la regione che rappresenti ed esalti attraverso il tuo lavoro. Una persona responsabile è una persona che si adopera per dare delle risposte. Personalmente, ho cercato di interpretare la tradizione, di scegliere le materie prime e di mettere testa e cuore. I risultati ovviamente sono stati ottenuti e con essi è venuta fuori anche la caparbietà, qualità che no fa difetto ai siciliani.

Tra le varie proposte dell’intramontabile palla di riso sicula, qual è la più richiesta dai consumatori?

“L’arancina maggiormente richiesta è quella al ragù, secondo la tradizione del ‘portare carne ai campi’. Naturalmente c’è ragù e ragù, riso e riso, olio e olio; tutto sta nella scelta accurata delle materie prime. Poi il grande classico si può gustare sotto forma di scupicciata, cioè scoperchiata, un’invenzione personale che cambia sicuramente il corpo esaltando l’anima della ricetta, al punto da renderla alternativa”.

Da questa soddisfacente vittoria ha tratto benefici che porteranno magari a nuove ed alternative creazioni?

 “Quando ami il tuo mestiere e non si tratta, quindi, di solo lavoro, è chiaro che ti diverti. Per me la vittoria, l’essere stato eletto campione di Sicilia dal Gambero Rosso, è significativo in quanto mi spinge a continuare a fare, giocando”.