Franco Agliolo

Ambrosia è una trattoria, anzi un’Osteria come la chiama lo chef patron Franco Agliolo, dove il cibo è divino, infatti ambrosia nella mitologia greca era cibo o bevanda degli dei.

Franco Agliolo è originario di Alcara Li Fusi, piccolo borgo in alta collina nel Parco dei Nebrodi. Alla giovane età di venti anni decise che il suo futuro doveva essere tra i fornelli di un ristorante, per cui comincia diplomandosi all’Alberghiero. Così ventiseienne prende una valigia, magari non di cartone, e parte per l’Australia dove si ferma 6 mesi. Successivamente gira gli altri continenti, dall’Africa agli Usa, poi varia Italia compreso l’esperienza con Bottura al Franceschetta ed anche all’Osteria Francescana, non so se mi spiego.

In tutti i posti dove ha lavorato ha imparato qualcosa di diverso e particolare, si è dovuto adattare ai piatti più tradizionali fino alle preparazioni di altissima e moderna cucina, si arricchisce di una profonda padronanza delle cotture sottovuoto e a bassa temperatura, che diventano un mezzo essenziale della sua cucina.

La sala di Ambrosia

Con questo ponderoso bagaglio di esperienza sulle spalle nel 2013 apre a Sant’Agata Militello il suo ristorante Ambrosia, anzi la sua Osteria, in alto nella periferia quasi montana del paese. Era una cucina essenzialmente di carne, la carne ottima da animali quasi bradi dove la faceva da padrone il maialino nero appunto dei Nebrodi. Nel 2018 si sposta in centro, non lontano dal Duomo, e Ambrosia diventa Osteria Contemporanea, alla carne aggiunge il pesce che comunque spesso è minoritario rispetto alla carne e alle verdure.

Pasta con le sarde

Il motto di Agnolo in cucina è “semplicità e memoria”, semplicità perché nei suoi piatti trovi pochi ingredienti, identificabili e avvertibili, e da questi nasce la memoria, che comprende anche il territorio in quanto la materia prima è quanto più locale possibile, proviene da piccoli produttori e non dalla Gdo, materia fresca e possibilmente non surgelata.

Ravioli di ricotta e tenerumi

I coperti di Ambrosia sono 25 e solo all’interno, almeno quest’anno in cui non ha attivato il suolo pubblico. Ma andiamo a ciò che più interessa il lettore: il menu. La carta è estremamente variabile, se di base segue le 4 stagioni, in pratica può variare addirittura giornalmente con i fuori menu che dipendono da cosa, specie nel pesce, Agliolo trova al mercato e secondo la sua ispirazione e la sua fantasia del momento. Una carta fatta sempre da 12 portate in totale a cui si aggiungono quelle giornaliere. Portate composte da pochissimi ingredienti, niente mappazze, utilizzando le tecniche di cottura più appropriate, di cui lo chef è maestro.

Sauro con datterino giallo e crema di zucca

Altra particolarità che entusiasma l’avventore è il personale composto dallo chef che si divide tra cucina e sala e dalla sua compagna Anna Maria che fa da sous in cucina, più un aiuto alle stoviglie. L’impossibilità di trovare in paese personale adatto ha costretto Franco a ridimensionare i coperti e a ritagliarsi vari compiti. Lo chef prende la comanda, consiglia i vini essendo sommelier Fis, serve i piatti, sparecchia, apparecchia, e dà il tocco magico tra i fornelli. Per il cliente è un upgrade perché così può dialogare con lo chef, fare domande, avere spiegati e specialmente consigliati i piatti, insomma più che un ristorante-osteria diventa un home restaurant, con i suoi pregi.

Spalla di maialino con verdure di stagione

In pratica è obbligatoria la prenotazione perché in caso di molti clienti lo chef chiama un cameriere per la sala; quindi all’ultimo istante non presentatevi in dieci e più, rischiate di non essere accettati.

Creme Brulée alla liquirizia

Per le pietanze ne consigliamo alcune che in questo momento sono in carta, ma non è detto che le troverete. Antipasti: Carpaccio di aiola affumicato. Primi: Ravioli di ricotta e tenerumi con vellutata di pomodoro, burro e salvia; Pasta con le sarde e mollica atturrata (abbrustolita). Secondi: Sauro con datterino giallo e crema di zucca; Spalla di maialino nero con tenerumi. Dessert: Creme brulée alla liquirizia, un classico di successo sempre presente.

Per gustare e conoscere meglio le bontà di Ambrosia ci sono 2 menu degustazione da 6 portate, uno di terra a € 45 e uno di mare a € 55, prezzi che non sono errori di battitura, che equivalgono magari al costo di un solo piatto da uno stellato, dove non è detto che si mangi meglio!

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Per accompagnare i gustosi e perfetti piatti ci sono un centinaio di etichette per buona parte siciliane e con ricariche modeste, del servizio, unico, abbiamo detto; dei prezzi dei singoli piatti, vi lasciamo immaginare, più che da Osteria Contemporanea, da taverna, che Agliolo può richiedere anche per la mancanza di personale e perché in molte sue preparazioni usa pesci e tagli di carne non costosi ma che le rendono indimenticabili.

Aperto da martedì a sabato a pranzo e cena, domenica solo a pranzo.

Turista che vai alle Eolie o che vieni in Sicilia con l’auto, usando il traghetto, in attesa di un ponte che non si finirà mai, fermati a Sant’Agata di Militello, visiterai il Castello, comprerai le specialità gastronomiche nebrodensi nella salumeria Bontà Nostra, ma specialmente avrai un ottimo approccio con la cucina siciliana moderna.

Ambrosia Osteria Contemporanea
Tel. 0941 1932092
Via Magenta 42
Sant’Agata di Militello (Me)

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