Slow Food Sicilia da anni difende e divulga il meglio delle nostre tradizioni agricole ed enogastronomiche, impegnandosi a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

Valorizzare l’Etna e le sue eccellenze è l’obiettivo di Slow Food Catania, quindi abbiamo intervistato Anastasia De Luca, fiduciaria della Condotta Slow Food di Catania per conoscere i risultati ottenuti in questi anni.

Cosa sta facendo Catania per Slow Food?

“Catania per Slow Food in questo momento non sta facendo tantissimo da un punto di vista amministrativo dal momento che siamo stati tutti un po’ bloccati per ovvie ragioni. Ha dato un grande contributo sicuramente la regione siciliana, un po’ per tutta Slow Food”.

Quali sono state le manifestazioni organizzate?

“Uno dei tanti eventi organizzati, per il quale io stessa sono stata scelta come rappresentante di Slow Food, riguarda il ‘Treno storico del gusto’, che Sabato scorso ha portato i passeggeri da Catania a Caltagirone. Durante il tragitto abbiamo fatto, come sempre, il racconto dei presidi del territorio e dei prodotti che appartengono alla tratta percorsa. Dopo il lockdown abbiamo organizzato una serata, “Etna stelle e bollicine”, oramai consolidata da tre anni, alle Cantine Nicosia, a Trecastagni, dove abbiamo presentato i vini di Nicosia inseriti nella guida Slow Wine e tanti prodotti di presidio. Domattina alla presenza del ministro Provenzano presenteremo la nostra partecipazione alla quarantesima edizione della “vini Milo” dove l’11 Settembre si svolgerà un laboratorio chiamato “Vitigni fuori dal comune” in cui metteremo a confronto il Nerello mascalese e il Carricante, vitigni tipici dell’Etna, insieme agli stessi vitigni coltivati però al di fuori del territorio etneo come il Nerello del Val di Noto. Durante l’attività una degustazione con i prodotti Slow Food come il suino Nero dei Nebrodi e il Maiorchino semi stagionato”.

Cosa si sta pensando di fare in futuro?

“In futuro abbiamo tanti progetti: sicuramente aderiremo alla nuova versione del Salone del Gusto “Terra Madre” che ci sarà in autunno e, norme permettendolo, collaboreremo con le giornate del F.A.I., così come abbiamo fatto l’anno scorso. Inoltre continueremo ad organizzare i nostri Master of Food, che solitamente svolgiamo, e cercheremo di portare avanti il progetto ‘Around Etna’, con il quale facciamo conoscere vitigni e produttori di uve in giro per l’Etna”.

Come si stanno aiutando i produttori di Slow Food sulla zona del catanese?

Abbiamo sempre cercato di aiutare i nostri produttori ma in modo particolare, durante il lockdown, abbiamo progettato un’iniziativa chiamata ‘Buono, sano e siciliano’ che, insieme a ‘Strade del vino e dei sapori dell’Etna’, alla nostra agenzia di comunicazione, Bonsei, e all’ A.N.A.G. (Associazione nazionale Assaggiatori di Grappe e di Acquaviti), mirava a mettere in contatto diretto il produttore e il consumatore. Un’alternativa per fare avere in casa dei consumatori i prodotti di presidio, le loro prelibatezze e noi stessi, in rete, abbiamo proposto delle ricette spesso eseguite anche da chef stellati che potessero dare lo spunto per cucinare in maniera ottimale questi prodotti. Noi normalmente facciamo partecipare i produttori a tutte le attività che facciamo siano esse mercati della terra siano esse manifestazioni come sarà la ‘Vini Milo’ dove sto collaborazione con tutte le associazioni del vino presenti nel territorio, cosicché si possa lavorare in sinergia e proporre piatti di abbinamento a base di prodotti Slow Food. Tutto ciò rappresenta l’unico modo che noi abbiamo di raccontare i produttori ma facendo assaggiare i prodotti in modo che la gente possa appassionarsi, conoscere il gusto, apprezzarne la bontà e continuare a consumarli”.