Palermo, quartiere Kalsa: a sessanta passi dalla Chiesa della Martorana una nuova realtà gastronomica punta a restituire ai palermitani un tratto di via Maqueda dimenticato.
All’interno di un edificio che nei secoli ha ospitato vita religiosa, sapere accademico e formazione universitaria, un mese fa ha aperto le porte Bottega del Monastero, spazio dedicato al cibo della tradizione siciliana e nuovo punto di ritrovo culinario di una Palermo che ama le cose fatte bene.
A immaginarlo e realizzarlo è Francesco Caravello, 41 anni, palermitano, imprenditore della ristorazione e divulgatore gastronomico, noto sui social come CiboTurista, dove da anni racconta la Sicilia autentica fatta di mercati, produttori, cucine domestiche e gesti antichi.
“All’origine del progetto di via Maqueda c’è CasaPanna – spiega Caravello, – il gelato naturale che ho iniziato a produre circa sei anni fa, privo di additivi, conservanti e semilavorati e fatto come si faceva una volta. Latte fresco, panna fresca, frutta. All’inizio il progetto riguardava la gelateria, poi si è trasformato”.

La proposta gastronomica è chiara e definisce i contorni della cucina siciliana più verace: piatti pronti da portare a casa o da consumare sul posto come caponate, gateau di patate, verdure di stagione, focacce farcite con formaggi di produzione propria e salumi selezionati e il grande must delle lasagne in più versioni.
Ad affiancare Caravello la maestria lattiero-casearia del Caseificio Boform dei fratelli Bonura di San Cipirello, dediti alla realizzazione di tutti i formaggi – latticini, mozzarelle, ricotta, yogurt fresco e yogurt gelato – e la storica pasticceria Love Story della famiglia Baviera di Altofonte, attiva dal 1882, che cura la produzione dei dolci e della gastronomia.
Accanto alla gastronomia, la Bottega è anche luogo di scoperta: scaffali dedicati a piccole aziende siciliane, conserve, confetture, prodotti che spesso non trovano spazio nella grande distribuzione. “Volevo creare una piccola vetrina per chi non ha la forza commerciale dei grandi marchi ma ha una qualità enorme” racconta Caravello.

In una via centralissima di Palermo, che pullula di gente di ogni nazionalità, è necessario un dialogo costante tra locale e globale, testimoniato dalla collaborazione con Acqua Panna e San Pellegrino: “Io sono per l’eccellenza siciliana, sempre – dice Caravello -, ma ci sono brand che hanno un linguaggio universale”. La collaborazione, sottolinea, non è solo simbolica: “Ci hanno sostenuto fin da subito, hanno capito il progetto, la visione. Per me è stato importante affiancare a una proposta così identitaria un marchio di riconoscibilità mondiale”.
Oggi Bottega del Monastero dispone di 36 posti a sedere tra interno ed esterno, con apertura dalla tarda mattina fino all’aperitivo serale. Nei prossimi mesi, con il progetto di apertura della gelateria adiacente, lo spazio si amplierà ulteriormente, arrivando a oltre 70 posti complessivi.
L’ambizione, però, non è nei numeri: “Non voglio solo un locale che funzioni – conclude Caravello. – Voglio che questo posto dimostri che si può fare impresa senza violentare i luoghi, senza copiare modelli brutti e senz’anima. Se restituiamo bellezza a un pezzo di città, magari qualcun altro avrà il coraggio di fare lo stesso”.





