Salvo Castronovo, Tony Lo Coco e Maria Caviglia

Bagheria presente con tre importanti locali nella guida online 50 Top Italy, presentata a Roma al Teatro Eliseo che ha svelato i migliori ristoranti d’Italia per l’anno 2021.

Tra i 200 migliori ristoranti d’Italia per l’anno 2021, divisi in quattro categorie distinte, dai ristoranti più lussuosi ai locali low cost, di cui 14 siciliani, ben tre locali hanno sede nella “Città delle Ville e della Cultura” e oggi più che mai anche “Città del Gusto”.
La guida 50 Top Italy ha stilato quattro classifiche suddivise nelle categorie “Ristoranti da oltre 120 euro“, “Ristoranti fino a 120 euro“, “Trattorie/Osterie” e “Low Cost“.

In queste categorie, nei ristoranti fino a 120 € troviamo al 45° posto I Pupi dello chef stellato Tony Lo Coco, nella categoria Trattorie/Osterie al 50° posto vi è la storica trattoria Don Ciccio con lo chef Salvatore Castronovo, mentre nella categoria Low Cost ottiene la 31^ posizione Verci Vini e Merende con lo chef Maria Caviglia.

Bagheria, “Città del Gusto e del Buon Cibo” che poteva apparire uno slogan velleitario, oggi si afferma come una strategia di sviluppo locale, che la stagione fiorente del settore Food sembrerebbe indicare. Una Città e un comprensorio alla ricerca di un’identità, innanzitutto culturale che vede nel sistema legato alla valorizzazione dei prodotti tipici e della gastronomia di qualità, il perno, intorno al quale riprogrammare lo sviluppo e l’attrattività turistica ed economica della Città.

A supportare tale strategia vi è stata, in questi anni, l’azione di valorizzazione dei prodotti tipici che ha prodotto la costituzione della Condotta Slow Food impegnata a promuovere il Limone Verdello, lo Sfincione Bianco, l’Acciuga di Aspra e l’Astratto di pomodoro.
Una storia e una tradizione gastronomica forte che si rinnova e si afferma in ambito nazionale con riconoscimenti che testimoniano una tendenza che si consolida. Questo costituisce un’iniezione di fiducia per gli operatori che con sacrifici, dedizione, abnegazione e le difficoltà temporanee legate alle restrizioni del covid-19, continuano a investire e a credere in un progetto di sistema e di Comunità dove l’enogastronomia assume una centralità come attrattore turistico e un forte valore identitario.