Ecco l’elenco dei locali siciliani inseriti nella piattaforma Salvailtuobar.it, attiva in tutta Europa e creata da “aAB InBev”, la prima azienda di birra al mondo con oltre 500 marchi. La crisi, oppurtunità per accellerare la valorizzazione digital delle piattaforme distributive nel virtuale.

Per salvare i bar italiani arrivano i  birra-bond. A lanciarli è il colosso belga AB InBev, proprietario nel mondo di oltre 500 marchi da Bud a Corona, da Beck’s a Leffe, che non gira troppo intorno al problema e connota l’iniziativa con la dicitura “Salva il tuo bar“. I Bond funzionano così: per sostenere il tuo bar di fiducia basterà accedere alla piattaforma www.salvailtuobar.it e anticipare al gestore il costo di una birra acquistando dei voucher o gift card che potrà essere “spesa” per una birra alla riapertura, del valore di €10 da utilizzare entro 6 mesi da quando saranno concluse le politiche di chiusura dei locali. Per ogni acquisto, AB InBev aggiungerà un’ulteriore somma pari al 30% dell’importo, in modo tale da sostenere il costo della birra che il gestore del bar dovrà servire nei prossimi mesi, ma garantendogli ugualmente un introito economico durante la chiusura forzata.

Le somme economiche raccolte saranno versate direttamente alle attività commerciali entro tre settimane, generando così il tanto necessario sostegno finanziario durante il periodo di chiusura.

Ecco di seguito i locali in Sicilia che aderiscono all’iniziativa e inseriti nella piattaforma salvailtuobar.it: Frumento di Acireale (CT) in via Giuseppe Mazzini, DL Food&Drink di Nicolosi (CT) in Via Guglielmo Marconi , il MA di Catania in Via Vela, 6, Il Moro di Palermo in Via Pottino Monsignore Filippo, 3, Le Caveau di Acireale (CT) Corso Umberto I, il Miracle di Paternò (CT)in Piazza Vittorio Veneto 7, il Camarillo Brillo di Favignana (TP) in Via Vittorio Emanuele, 18 e “Ai Pini” di Nicolosi (CT) Via Etnea. Locali ai quali, speriamo, se ne possano aggiungere altri.

“Abbiamo aderito all’iniziativa con favore – dichiara Alessandro Disca, socio del DL Food&Drink di Nicolosi (CT) – e siamo fiduciosi del sostegno che i nostri affezzionati clienti ci accorderanno. Siamo aperti da appena 9 mesi, non pensavamo di imbatterci in una chiusura obbligata, ma siamo certi che quando riapriremo – chiosa Disca – moltiplicheremo i nostri sforzi per garantire servizi e prodotti di qualità ai nostri clienti e a quanti ci sosterranno in questo momento di criticità, grazie all’iniziativa del Birra Bond”.

DL FOOD&DRINK di Nicolosi (CT)

Il DEPCM  firmato l’11 marzo – dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, – ha chiuso bar e ristoranti e molti di questi, in attesa della riapertura che ad oggi non si sa quando avverrà e con quali modalità, si dibattono con una grave crisi di liquidità. In attesa che producono effetti gli interventi del governo a supporto delle imprese, ci si rivolge direttamente ai consumatori.

Il programma, già attivo in altri Paesi europei, mira a raccogliere almeno 500.000 euro a supporto dei bar italiani. Il progetto è stato pensato per sostenere il futuro del settore Horeca che vale in Europa oltre 85 miliardi di euro all’anno e sta affrontando un periodo incredibilmente difficile, che rischia di mettere in ginocchio in modo duraturo l’industria e coloro che lavorano nel settore. Ricordiamo che il termine Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café/Catering), si utilizza per indicare la distribuzione di un prodotto presso hotel, ristoranti, trattorie, Pizzerie, bar e simili, catering. In pratica, il canale Horeca è rappresentato da chi, per professione, somministra alimenti e bevande e nel mercato del lavoro, Horeca può anche riferirsi ad impieghi nel settore dell’intrattenimento, oltre che nell’ospitalità e nella ristorazione.

L’intento di chi ha promosso l’iniziativa è di dare respiro e fornire liquidità alle casse dei bar, sperando al contempo che questo progetto avvicini ancor di più le persone ai propri locali di fiducia, una volta conclusosi il momento critico per il settore.

Questa iniziativa ci riporta all’esigenza e alla necessità ineluttabile e indifferibile di investire sul commercio online e sulle nuove modalità di vendita. Non solo l’e-commerce tradizionale, ma anche forme evolute di interazione e vendita. La valorizzazione digital è uno degli elementi su cui concentrare maggior interesse, una svolta epocale che personalizza e favorisce il dialogo tra piattaforma, operatore e cliente finale rendendolo sempre più completo ed arrivando a compiere uno scatto in avanti sulle piattaforme comunicative distributive nel virtuale.

Occorre approfittare della congiuntura per incrementare la cultura manageriale d’azienda, portando competenze dedicate allo sviluppo delle attività.