A giugno Palermo torna a brindare con Beer Bubbles, il festival che da dieci anni porta nel cuore della città la cultura del bere artigianale.
Dall’11 al 14 giugno Piazza Politeama ospita 24 birrifici, oltre 200 birre in degustazione, 10 punti food, aziende agroalimentari, distillati, show cooking, talk e musica, trasformando la città in un’esperienza urbana fatta di degustazioni, incontri, musica e nuove forme di convivialità.
Dieci anni di Beer Bubbles significano dieci anni di birrai, produttori, territori, incontri, amicizie nate davanti a un boccale. Ma significano anche dieci anni di cambiamento: è cambiato il modo di bere, è cresciuta l’attenzione alla qualità, si è rafforzato il desiderio di conoscere cosa c’è dietro un prodotto artigianale, chi lo realizza, da dove arrivano le materie prime, quali storie e quali filiere porta con sé.
“Arrivare alla decima edizione significa guardarsi indietro e vedere un percorso fatto di persone, relazioni e fiducia”, racconta Maurilio Cassata, organizzatore di Beer Bubbles. “Beer Bubbles è cresciuto insieme al suo pubblico: dieci anni fa parlavamo soprattutto agli appassionati di birra artigianale, oggi parliamo anche a una nuova generazione che vuole conoscere, scegliere meglio, capire cosa beve e cosa mangia“.
Beer Bubble, un’edizione ricca di novità
Ipa, Saison, Blanche, Weizen, Stout, Lager, Sour e molti altri stili saranno protagonisti di un viaggio pensato sia per gli appassionati sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo della birra artigianale.
Tra le novità di questa edizione, alcuni birrifici arriveranno per la prima volta a Beer Bubbles, portando a Palermo linguaggi, identità e approcci produttivi molto diversi.
Aimara, da Subiaco, porta con sé un racconto che nasce nel Lazio e attraversa stili classici, suggestioni britanniche, riferimenti belgi e sperimentazioni acide. Una realtà che ha costruito il proprio percorso partendo da un legame forte con il territorio e con la produzione artigianale.

Zona Mosto, da Rho, arriva con un’idea contemporanea di birra: giovane, urbana e immediata. Il suo motto, “Crafting beers for modern drinkers”, racconta bene un approccio che unisce pulizia produttiva, influenze anglosassoni, basse fermentazioni e luppolature moderne.
Muttnik, dall’hinterland milanese, porta a Palermo un immaginario riconoscibile e diretto: birre essenziali, beverine, immediate, con un’identità grafica e narrativa ironica e libera.
Nama Brewing, da Treviglio, lavora soprattutto su lager di tradizione tedesca e birre luppolate di ispirazione americana, con grande attenzione all’acqua, alle materie prime e alla pulizia gustativa. Una presenza che racconta bene una nuova generazione di birrifici italiani: tecnici, consapevoli, ma sempre pensati per il piacere della bevuta.
Per conoscere i birrifici pertecipanti, il programma dettagliato e le istruzioni per partecipare cliccate nel presente link.
Non mancheranno due grandi ritorni: Birrificio Lambrate e Jungle Juice Brewing. Lambrate, attivo a Milano dal 1996, rappresenta una delle realtà storiche e più riconoscibili della birra artigianale italiana, con un’identità profondamente legata alla scena craft milanese. Jungle Juice Brewing, da Roma, torna a Beer Bubbles con il suo approccio contemporaneo, creativo e diretto, tra luppolature decise, influenze internazionali e una forte riconoscibilità.
Accanto ai birrifici, il festival ospiterà anche momenti di approfondimento e confronto. In programma talk e show cooking realizzati in collaborazione con il Comune di Valledolmo, Cantieri Formativi ‘Mursia’, Idimed e l’Unione Regionale dei Cuochi Siciliani, per raccontare il rapporto sempre più fertile tra birra artigianale, cucina, prodotti agricoli e filiere agroalimentari.

La musica avrà un ruolo centrale con quattro format differenti distribuiti nelle quattro giornate del festival. Si parte giovedì con Limoni Sonori, per inaugurare il festival con un sound fresco e coinvolgente. Venerdì si continua con la musica Live e un repertorio pensato per ripercorrere i brani che hanno fatto la storia: canzoni capaci di attraversare generazioni diverse e di trasformarsi, ancora oggi. Sabato Palermo Sonora, il format itinerante che sta portando la musica tra ville, giardini storici e spazi monumentali della città. Domenica sonorità indie con Tachipirina.
L’evento è patrocinato dal Comune di Palermo – Area della Cultura, Turismo e Sport, della Città Metropolitana di Palermo, dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e da CNA Palermo. Il progetto è co-finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato per le Attività Produttive, Iniziativa ‘Sicilia che piace’.





