Le abitudini d’acquisto dei consumatori cambiano e le case vitivinicole siciliane “costrette” a sviluppare a stretto giro un canale di vendita, a torto sottovalutato e scarsamente valorizzato in passato.

La pandemia e i provvedimenti di contrasto adottati agli inizi di marzo dal governo nazionale, hanno azzerato, con la chiusura del settore Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café/Catering), la distribuzione per il vino siciliano di uno strategico e fondamentale canale di commercializzazione presso hotel, ristoranti, trattorie, pizzerie, bar e simili e nel settore catering.

Questo ha messo in allarme le cantine e i produttori siciliani, che sebbene avessero stipulato già diversi contratti, si trovano ancora molto prodotto in magazzino.

Di contro si sono incrementati altri canali di commercializzazione. Primo tra tutti le vendite online, difatti la pandemia che costringe gli italiani a casa, ha determinato il cambiamento degli acquisti ed è stata una bella sorpresa per il mondo dei produttori di vino scoprire che giovani e meno giovani hanno ritrovato il piacere della convivialità davanti a un buon calice di vino.

Per la maggioranza dei consumatori l’acquisto di una bottiglia di vino si è rilevato un rito ritrovato per completare il doppio pasto, a pranzo e cena, tra le mura domestiche in questo periodo di “casalinghitudine” forzata

A livello nazionale a farla da padrona sono tutte le etichette delle regioni del Centro e del Sud Italia. L’orientamento e le preferenze hanno premiato le bottiglie regionali e meno costose.

Nella crescita generalizzata emerge il dato relativo ai vini siciliani delle denominazioni con prezzi più moderati, i rossi crescono del 50% mentre i bianchi isolani toccano addiruttura punte d’incremento del 100%. E se sono aumentate le vendite, la scelta è caduta sui vini da bere ogni giorno. Scorrendo i dati colpisce infatti che non sono le bottiglie pregiate ad essere andate a ruba – è scesa del 70% la vendita di Barolo e Brunello, del 50% quella di Champagne.

Le cantine siciliane e i maggiori produttori rispetto a queste dinamiche si ritrovano a dovere rivedere le loro strategie di commercializzazione, laddove le vendite online non erano state valorizzate anche e soprattutto per “non disturbare i canali di distribuzione tradizionali” attivando una concorrenza, e per tenere conto degli accordi di commercializzazione.

Queste le ragioni che si evincono dalle dichiarazioni rilasciate – a VINUP, trasmissione della nostra testata che va in onda ogni venerdì alle 18.00, condotta da Gianni Paternò – dagli ospiti che rappresentavano uno spaccato importante della produzione siciliana: Dino Taschetta, Presidente della Cantina Sociale Colomba Bianca, Saverio Lo Leggio, Amministratore Delegato della Cantina G.Milazzo e Renato De Bartoli, Amministratore Delegato della Cantina Baglio di Pianetto.

“Sono investimenti e scelte aziendali che non si possono improvvisare e necessitano il coinvolgimento di professionisti di settore” , così come hanno dichiarato i responsabili della case vitivinicole. Si può facilmente prevedere che conclusa la fase d’emergenza il canale di vendita online sarà fortemente attenzionato,sviluppato e strutturato .

In definitiva, la forte crescita della richiesta online di bottiglie lascia intendere che oggi gli italiani si stanno avvicinando molto di più al vino, considerandolo uno dei beni di prima necessità che non deve mancare in casa. La frequenza d’acquisto e del numero delle bottiglie richieste dal singolo cliente, unitamente alla selezione di bottiglie mediamente meno care, evidenziano la volontà di fare scorte con l’obiettivo di avere sempre in tavola un buon calice. Questo è un buon viatico per la crescita del settore e una fonte d’incoraggiamento per i produttori siciliani, premiati dalle vendite.