Con i 14 nuovi arrivati – frutto di una stringente selezione fatta considerando ben 72 parametri – salgono a 348 i Borghi più belli d’Italia, ma nessuno di questi nuovi ingressi è siciliano.

Rimangono così 23 i comuni siciliani che si fregiano del prestigioso riconoscimento. Ecco ad oggi i comuni siciliani che fanno parte dell’associazione Borghi più Belli d’Italia: Buccheri, Calascibetta, Castelmola, Castiglione di Sicilia, Castroreale, Cefalù, Erice, Ferla, Gangi, Geraci Siculo, Militello in Val di Catania, Montalbano Elicona, Monterosso Almo, Novara di Sicilia, Palazzolo Acreide, Petralia Soprana, Salemi, Sambuca di Sicilia, San Marco D’Alunzio, Savoca, Sperlinga, Sutera e Troina.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” nel corso dell’ultimo trimestre 2022, su proposta del Comitato Scientifico, ha deliberato l’ammissione di 14 nuovi comuni nell’Associazione che dal 2001 valorizza e tutela il grande patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico italiano. Tutti hanno superato l’iter di certificazione, che conta 72 parametri, a sua volta certificato ISO9001: salgono quindi a 348 i luoghi tutelati.

Il Borgo di Salemi (TP)

I 14 “nuovi” borghi certificati sono distribuiti in 12 regioni, tra le quali spiccano il Piemonte e il Trentino che guadagnano 2 vessilli a testa. Centri medievali immersi nella natura, tra boschi e vigneti, e borghi, richhi di storia, tradizione, cultura e prodotti tipici.

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Ecco le new entry: Castagnole delle Lanze (AT) e Guarene (CN) in Piemonte, Golferenzo (PV) in Lombardia, Ossana (TN) e Borgo Valsugana (TN) in Trentino, Malcesine (VR) in Veneto, Celle Ligure (SV) in Liguria, B.go di San Donato in Poggio (nel comune di Barberino Tav. – FI) in Toscana, Bagno di Romagna (FC) in Emilia Romagna, Stroncone (TR) in Umbria, Ronciglione (VT) nel Lazio, Badolato (CZ) in Calabria, Sammichele di Bari in Puglia e Tempio Pausania (SS) in Sardegna.

La lista di attesa è ancora abbastanza lunga e comprende circa 900 borghi a dimostrazione dell’interesse che i comuni (sotto i 15mila abitanti nell’intero territorio comunale e non più di 2mila nel borgo) hanno nei confronti dell’associazione. Il procedimento è molto articolato e complesso proprio per scoraggiare la richiesta da parte di Comuni che non siano consapevoli del possesso degli elementi necessari per essere valutati positivamente.

Per i Comuni che ottengono il riconoscimento si tratta di una grande occasione di sviluppo sia economico sia sociale ma anche di assumere una responsabilità importante nei confronti degli altri componenti la rete e, più, in generale nei confronti dell’Italia dei Borghi.La serietà e la rigidità della selezione è una garanzia nei confronti dei potenziali visitatori italiani e stranieri e un incentivo, anche per coloro che non vengono ammessi, a migliorare il livello qualitativo della vita per i residenti e il sistema di accoglienza e di ospitalità per turisti e visitatori.

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