Mentre la tazzina di caffè tocca record al rialzo in tutta la penisola, la Sicilia difende la tradizione dell’espresso a prezzi contenuti.
Prendere una tazzina di caffè al bancone è diventata un’abitudine sempre più onerosa per le tasche dei consumatori della penisola. Secondo una recente indagine condotta dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) in collaborazione con Assoutenti, il caffè espresso al bar ha registrato un rincaro di quasi il 25% rispetto a cinque anni fa.
A pesare su questa dinamica concorrono fattori gestionali ed energetici, a cui si aggiungono le recenti criticità logistiche che interessano le esportazioni dai principali Paesi produttori come la Colombia.
I costi medi della tazzina di caffè lungo lo stivale
Elaborando le rilevazioni ufficiali fornite dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio nazionale per un caffè espresso si attesta a 1,29 euro, con un aggravio di circa 25 centesimi rispetto ai valori del 2021. La mappa dei prezzi evidenzia, tuttavia, profonde differenze geografiche tra le varie aree del Paese, con il Trentino-Alto Adige al vertice dei listini: a Bolzano, infatti, si tocca il valore record di 1,51 euro a consumazione.
Il primato della Sicilia tra risparmio e tradizione
All’estremo opposto della graduatoria spicca la Sicilia, dove il costo del caffè espresso si conferma il più accessibile d’Italia. La città di Messina guida la classifica della convenienza con una media di 1,06 euro a tazzina, mentre in numerosi centri urbani, chioschi e borghi dell’isola resta ancora diffusa la consuetudine di proporre l’espresso alla cifra simbolica di 1 euro, preservando un autentico rito quotidiano e collettivo.
Le ragioni degli aumenti: energia e gestione
L’impennata dei listini nei locali non trova giustificazione nell’andamento del mercato all’ingrosso dei chicchi. Come evidenziato dal comitato scientifico del Crc, le quotazioni internazionali delle varietà Robusta e Arabica risultano in netto calo rispetto ai picchi registrati nel 2025.

Gli aumenti applicati al pubblico derivano principalmente dalla crescita delle bollette energetiche e dai costi fissi di gestione sostenuti dai gestori, che finiscono per riflettersi sullo scontrino finale.
Nuove abitudini domestiche e consumo in chicchi
I continui rialzi alla cassa stanno progressivamente trasformando le abitudini dei cittadini. Assoutenti segnala, infatti, una crescita del 33% nelle vendite di miscele in grani destinate al consumo domestico, preferite sempre più a capsule e cialde monouso.
Una trasformazione che potrebbe nel tempo intaccare il primato storico dell’espresso consumato fuori casa.





