L’Assemblea Regionale Siciliana ha varato una legge molto importante dal punto di vista sia turistico che culturale per valorizzare, potenziare e in molti casi recuperare i Cammini di Sicilia.
In tantissimi hanno pensato una volta nella vita, senza mai realizzarlo, di intraprendere il leggendario Cammino di Santiago di Compostela ma poi si sono fatti scoraggiare dalla distanza della destinazione, dalla lunghezza del cammino (circa 800 chilometri e un mese di percorrenza) e dalle spese per realizzarlo e completarlo. Ma non tutti sanno che in Sicilia ci sono antichissimi cammini e che grazie a una legge approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana verranno valorizzati, potenziati e recuperati.
Il Parlamento siciliano ha quindi riconosciuto i Cammini di interesse regionale che verranno inseriti in un apposito Atlante regionale che permetterà di offrire agli utenti informazioni complete e coordinate, su proposta di associazioni e soggetti gestori che hanno curato, o vogliono iniziare a farlo, la fruizione di cammini storici. La legge prevede anche l’istituzione di un Coordinamento Regionale, che avrà il compito di fare da tramite tecnico-scientifico fra i Cammini, i loro gestori e fruitori, e l’assessorato al Turismo.
Una legge molto importante sia dal punto di vista turistico che culturale e che va a valorizzale le aree rurali e interne della regione da dove passano la maggior parte dei cammini. Un cammino che ha avuto molto successo in Sicilia negli ultimi anni è quello della Magna Via Francigena lungo 180 chilometri che parte da Palermo e arriva ad Agrigento, attraversando tutta la Sicilia da un mare all’altro, in 9 tappe, passando per campi e trazzere e sviluppandosi principalmente su strade sterrate e in parte su asfaltate a bassa percorrenza.
Inoltre l’estate scorsa il G.A.L. Metropoli Est ha ottenuto un finanziamento per intervenire sul primo tratto del cammino francigeno della Via Palermo-Messina per le Montagne, un cammino unico e continuo (che si distingue dalla sua più antica sorella che percorreva la marina, attraversando tutta la costa settentrionale), di circa 400 km, che unisce Palermo con Messina con un tracciato in 20 tappe che si snoda tra il percorso arabo-normano della capitale siciliana, le ville settecentesche di Bagheria, le riserve naturali, le specialità gastronomiche dei piccoli borghi dell’entroterra, attraversando gli Appennini di Sicilia, dalle Madonie, ai Nebrodi e infine i Peloritani prima di approdare nella Città dello Stretto.





