La corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 entra nel vivo. Il Ministero della Cultura ha infatti ufficializzato la short list delle dieci città che si contenderanno il prestigioso riconoscimento nazionale.
Tra queste c’è anche Catania, unica siciliana in gara, confermando la vitalità e il peso culturale della città etnea sul panorama nazionale.
A sfidare Catania nella fase conclusiva saranno Tarquinia, Anagni, Ancona, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano e Sarzana: un mosaico di realtà differenti, dove si incontrano progetti che puntano sulla memoria, l’innovazione e la valorizzazione delle comunità locali.
Il titolo non è solo simbolico. Alla città vincitrice verrà assegnato un contributo di un milione di euro, destinato a finanziare le iniziative culturali proposte. Negli ultimi anni, investimenti e visibilità legati al titolo hanno mostrato di poter incidere concretamente sul turismo culturale e sul modo in cui le città raccontano sé stesse dentro e fuori i propri confini.
La selezione entrerà nella fase decisiva a febbraio 2026, quando le dieci finaliste saranno convocate a Roma per presentare i progetti davanti alla giuria ministeriale, in sessioni pubbliche da 60 minuti. Le audizioni si svolgeranno nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura e saranno trasmesse in streaming: un passaggio che darà modo a cittadini, amministratori e addetti ai lavori di misurare visioni, idee e ambizioni delle candidate.
Per Catania la finale rappresenta un’opportunità strategica. La città si è ritagliata negli ultimi anni un ruolo crescente nella scena creativa e culturale, tra riqualificazioni urbane, festival, musica e nuove forme di produzione artistica legate alle generazioni più giovani. La candidatura mira a tradurre queste energie in un progetto riconoscibile e duraturo, capace di parlare al territorio ma anche al Paese.
La decisione finale è attesa entro il 27 marzo 2026. L’attesa non sarà breve, ma il clima da “campagna culturale” è già iniziato. Il 2028 potrebbe essere per Catania un anno di svolta, non solo dal punto di vista culturale ma anche identitario e turistico: la posta in gioco, come dimostrano le esperienze delle città vincitrici degli anni passati, va ben oltre il milione di euro in palio.





