Costi dell’energia elettrica triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno hanno gettato nello sconforto ristoratori e albergatori dell’isola. In Sicilia secondo Confcommercio un ristorante su cinque a rischio fallimento.
Per capire la gravità della situazione basta portare l’esempio di Enrico Borrometi, un imprenditore di Pozzallo in provincia di Ragusa che con i suoi locali (un ristorante, una pizzeria, un bar pasticceria e un lido) dà lavoro a quasi 70 persone. Solo per i ristoranti Borrometi a luglio dovrà pagare di energia elettrica 17.190 euro, il triplo rispetto ai 5.500 euro del luglio 2021. Stesso discorso per l’Antica Filanda, ristorante, albergo e sala ricevimenti a Capri Leone in provincia di Messina con i titolari che a luglio hanno trovato in bolletta una brutta sorpresa: dovranno pagare 22.000 euro, quattro volte in più rispetto allo scorso anno.
Non va meglio per gli albergatori, specialmente per gli hotel con tante camere, che per il mese appena passato dovranno pagare cifre astronomiche come la società Hotel Management 1983 che gestisce il Four Points by Sheraton Catania Hotel con 170 camere che a luglio dovrà pagare di energia elettrica 142mila euro, il triplo rispetto allo scorso anno. Una situazione davvero insostenibile e che fa tremare gli imprenditori del settore anche in vista delle bollette del mese di agosto.
Secondo Confcommercio Sicilia il 20% delle aziende del settore della ristorazione rischia il fallimento per l’aumento del costo dell’energia. L’associazione di categoria nei giorni scorsi ha convocato un tavolo tecnico alla Regione e chiesto di avviare un confronto anche con le aziende fornitrici di energia elettrica per trovare una soluzione.





