Nel cuore del messinese, un viaggio tra viuzze medievali, panorami mozzafiato sulle Eolie e una tradizione culinaria dominata dall’antico formaggio Maiorchino e dai profumi dell’anice.
Incastonato come una gemma preziosa sui monti Peloritani, il borgo di Castroreale si erge fiero dominando dall’alto la vallata del Longano e offrendo uno sguardo spettacolare che spazia fino al blu del Tirreno e al profilo delle Isole Eolie. Questo splendido centro in provincia di Messina, inserito meritatamente nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, è un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, dato che custodisce un’atmosfera medievale intatta e una ricchezza monumentale che stupisce a ogni passo.
Il borgo deve il suo impianto e il suo nome a Federico II d’Aragona, che ne fece un avamposto strategico ricostruendo il castello, di cui oggi rimane la maestosa Torre cilindrica. Accanto all’eredità medievale, Castroreale vanta una concentrazione monumentale straordinaria, tanto da essere definita una vera e propria città museo: dalle sculture custodite nelle sue numerose chiese fino alla Pinacoteca, ogni dettaglio racconta di un passato glorioso e memorabile.
Oltre alla pietra delle sue chiese e al fascino delle sue torri, però, Castroreale nasconde un’anima gastronomica potente, specchio fedele di una Sicilia autentica e legata indissolubilmente alla propria terra.
Il gusto della tradizione: il trionfo del Maiorchino e dei presìdi locali
Se la vista e la mente si appagano tra i monumenti, è a tavola che il borgo rivela il suo lato più caloroso e identitario. La cucina di Castroreale è una celebrazione della cultura pastorale e contadina della provincia messinese, fatta di sapori schietti, materie prime eccellenti e lavorazioni che si tramandano di generazione in generazione.

Il re indiscusso della gastronomia locale è il Maiorchino, un formaggio pecorino storico a pasta dura, prodotto con latte ovino e caprino nei pascoli dei Peloritani. Questo straordinario formaggio, oggi tutelato come Presidio Slow Food, richiede una stagionatura lenta e cure meticolose. A Castroreale, il Maiorchino non è solo un alimento, ma un vero e proprio simbolo culturale: in suo onore, infatti, durante il periodo del Carnevale, si tiene la celebre “Sagra e Torneo del Maiorchino”. Consiste in una tradizione secolare che prevede di far rotolare diverse forme di formaggio lungo le pendenze delle strade del borgo, in una sfida appassionante che unisce gioco, folklore e degustazione.
Accanto ai formaggi, la tavola si arricchisce di maccheroni fatti in casa al ferretto, conditi con ricchi sughi di carne di maiale o di castrato, oltre che dei saporiti salumi dei Nebrodi. Per chiudere in dolcezza, non si può lasciare il borgo senza aver assaggiato il tradizionale Biscotto di Castroreale, localmente chiamato “u fustu”. Si tratta di un biscotto secco dalla forma allungata, preparato secondo un’antica ricetta che prevede l’uso di semi di anice, capaci di donargli un profumo aromatico inconfondibile, perfetto da sgranocchiare a fine pasto.
Calici del territorio: l’eccellenza enologica del messinese
Un viaggio sensoriale a Castroreale non può dirsi completo senza abbinare il giusto calice. Il territorio circostante beneficia di un microclima ideale che permette alle brezze marine di incontrare le altitudini dei monti, regalando alle vigne un’eccezionale escursione termica.
Siamo nella terra d’elezione di grandi denominazioni della Sicilia nord-orientale. Splende su tutte il Mamertino DOC, un vino dalla storia millenaria che affonda le radici nell’antichità romana, amatissimo persino da Giulio Cesare. Nella sua versione rossa, dominata da vitigni autoctoni come il Nero d’Avola e il Nocera, si rivela un vino caldo, avvolgente e speciale, perfetto per accompagnare i piatti di carne e i formaggi stagionati come il Maiorchino. Per chi preferisce i bianchi, le varianti a base di Grillo, Ansonica e Catarratto offrono freschezza, sapidità e note agrumate che richiamano la macchia mediterranea.
Castroreale si conferma, così, la meta ideale per il viaggiatore contemporaneo: un borgo capace di nutrire lo spirito con l’arte e di coccolare il palato con i sapori più veri dell’isola.





