Il 1 maggio, nel giorno della festa dei lavoratori, Lipari è stata ricoperta da manifesti di denuncia con scritto “Cercasi schiavo” con le denunce degli stagionali di turismo e ristorazione su stipendi bassi, orari massacranti e contratti spesso inesistenti.
Nei giorni scorsi tutti i giornali hanno parlato degli sfoghi di Alessandro Borghese che a causa del reddito di cittadinanza non riesce a trovare personale per i suoi locali. Dichiarazioni confermate da un altro noto imprenditore come Flavio Briatore che da quando è stato introdotto questo sussidio denuncia la costante mancanza di personale. Per rimanere in Sicilia lo scorso anno una denuncia sull’argomento, che ebbe molta risonanza mediatica ma anche critiche, fu quella del tempio delle granite, il BamBar di Taormina.
Molti giovani, di contro, hanno sempre denunciato gli stipendi bassissimi a fronte di massacranti orari di lavoro, con contratti di lavoro in molti casi inesistenti. Condizioni che spingerebbero molti giovani ad accettare il reddito di cittadinanza piuttosto che essere sfruttati con stipendi da fame e zero tutele. E a ridosso del periodo estivo, quando i locali si riempiono per i flussi turistici e perché la gente esce più frequentemente, la carenza di personale diventa un problema serio per ristoranti, bar, lidi e alberghi.
Ieri, nel giorno della festa dei lavoratori, a Lipari sono apparsi dei manifesti con scritto: “Cercasi schiavo per la stagione estiva, con sotto elencate le condizioni di lavoro: 800 euro, 10 ore di lavoro, no TFR, contratto irregolare o stipendio a nero, giorno libero HAHAHAHA“. Oltre che una forma di protesta quella apparsa ieri nell’isola sembra essere una forma di mobilitazione per provare ad attuare un coordinamento tra gli stagionali delle Isole Eolie, infatti, nel manifesto si legge anche: “Gli interessati sono invitati a confrontarsi con i loro colleghi, ad attivare solidarietà, a organizzarsi e a far valere i propri diritti. Buon 1° Maggio.”





