Un prestigioso traguardo premia l’eccellenza ricettiva dell’isola: quattro dimore storiche ottengono il riconoscimento speciale di 1 Chiave Michelin della celebre guida rossa.
La Guida Michelin ha introdotto un nuovo sistema di valutazione dedicato interamente al mondo dell’accoglienza alberghiera: le Chiavi Michelin. Considerate il corrispettivo delle storiche Stelle assegnate alla ristorazione, queste distinzioni premiano le strutture capaci di trasformare il pernottamento in un’esperienza memorabile, unendo architettura di pregio, cura del servizio, personalità e una forte connessione con le radici locali.
Il giudizio viene formulato da ispettori anonimi e indipendenti su tre livelli crescenti di merito, dove una singola Chiave identifica una struttura dal carattere spiccato e superiore agli standard di categoria. Nel 2026 quattro gioielli dell’ospitalità siciliana hanno raggiunto questo ambito traguardo, confermando l’altissimo livello dell’accoglienza regionale tra dimore nobiliari e oasi immerse nella natura.
The Ashbee Hotel a Taormina – 1 Chiave Michelin
Situata a pochi passi dal Teatro Antico di Taormina, The Ashbee Hotel unisce il respiro del Mediterraneo a una raffinata impronta britannica. L’edificio risale al 1907 e nacque come Villa San Giorgio su disegno dell’architetto Charles Robert Ashbee, tra i maestri del movimento Arts and Crafts, su incarico del colonnello inglese Shaw-Hellier.

Le camere e le suite, impreziosite da mobili d’antiquariato e opere d’arte, si affacciano su uno dei giardini privati più estesi del centro taorminese, arricchito da una piscina a sfioro panoramica e dalla proposta gastronomica del ristorante stellato St. George curato da Heinz Beck.
Baglio Oneto a Marsala – 1 Chiave Michelin
Antica residenza nobiliare fortificata ancora oggi custodita dai discendenti della famiglia fondatrice, Baglio Oneto domina la costa occidentale della Sicilia immerso in oltre tre ettari di vigneti e olivi secolari. Il complesso celebra la grande tradizione del vino marsalese e offre spazi dedicati alla quiete, tra cui una piscina panoramica riscaldata con vista aperta sulla Riserva Naturale dello Stagnone e sulle isole Egadi.

Gli ambienti interni richiamano i dettagli dell’artigianato locale in ferro battuto e ceramica, mentre la cucina esalta i profumi tipici siciliani serviti all’ombra dei grandi alberi nella corte storica.
Resort Fontes Episcopi ad Aragona – 1 Chiave Michelin
Nel cuore della provincia di Agrigento, Resort Fontes Episcopi, dimora appartenuta a una famiglia proprietaria di miniere di zolfo, è stata trasformata in un riservato rifugio rurale. Il restauro ha preservato l’essenza contadina dell’edificio attraverso l’uso di materiali naturali, arredi su misura e due piscine ricavate in armonia con il paesaggio, una delle quali ricavata all’interno di una vecchia cisterna.

La tavola rappresenta il fulcro dell’esperienza, grazie a ricette tradizionali preparate con le verdure dell’orto, l’olio della proprietà e le farine macinate da grani antichi coltivati direttamente sui terreni di famiglia.
Dimora delle Balze a Noto – 1 Chiave Michelin
Nata nel 1886 come masseria fortificata per volere del nobile Salvatore Zocco per contrastare le incursioni dei briganti a Passo Ladro, Dimora delle Balze è una tenuta biologica di ventisette ettari che sorge tra i rilievi della Valle Iblea.

Il recupero architettonico condotto dalla famiglia Lops ha saputo fondere le mura merlate e la torre originaria con elementi di design degli anni Cinquanta e stanze intitolate ad artisti famosi.
A completare il soggiorno sono la piscina di acqua salata, il progetto agricolo biologico con degustazioni all’aperto e il ristorante interno che rielabora la gastronomia del Val di Noto attraverso le materie prime raccolte sul posto.





