La Pasqua in Sicilia è una festività particolarmente sentita, culmine dei rituali della Passione di Cristo e del Venerdì Santo, celebrato in ogni paese, dai più grandi centri alle più piccole realtà locali.
Come tradizione vuole, ci sono dei dolci tipici che accompagnano la ricorrenza della Resurrezione, anticamente preparati per decretare anche la fine del periodo quaresimale, particolamente rigido dal punto di vista alimentare e fatto di rinunce – anche se, oggi giorno, le cose sono cambiate e quasi nessuno partica digiuni, fa fioretti o evita di mangiare la carne al venerdì.
Tornando ai dolci, abbiamo selezionato tre specialità rappresentative di questa festa che vengono riprodotte in lungo e in largo nell’Isola, con le classiche e sacrosante varianti. Vediamo quali sono.
L’agnello pasquale o “pecorella”

È forse il dolce pasquale più iconico dell’isola, modellato con cura nella forma di un agnello, richiama direttamente il simbolo cristiano dell’innocenza e del sacrificio. La versione più diffusa è quella in pasta reale (mandorle e zucchero), ma è a Favara, nell’agrigentino, che questo dolce raggiunge la sua espressione più identitaria. Qui l’agnello custodisce un cuore di pistacchio, elemento che lo distingue nettamente dal resto della produzione isolana. Le origini affondano tra Ottocento e primi del Novecento e, secondo la tradizione, furono le suore del Collegio di Maria a tramandarne la ricetta, rendendolo un simbolo dolciario della Pasqua siciliana.
I Quaresimali

Nati nei monasteri, questi biscotti rispettano i precetti della Quaresima: niente grassi animali, ma solo ingredienti semplici come mandorle, zucchero e aromi. Conosciuti anche come pupatelli o pupatieddi, raccontano una Sicilia austera ma creativa. Hanno una consistenza rustica e il sapore intenso di mandorla e sono anche semplicissimi da riprodurre a casa (qui la ricetta).
I ‘Mpanatigghi di Modica

Tipici di Modica, sono dei piccoli scrigni di pasta frolla a forma di mezzaluna, con un ripieno che sorprende anche i palati più esperti: carne di manzo, cioccolato, mandorle e spezie. Un abbinamento che affonda le radici nella dominazione spagnola del XVI secolo, quando arrivarono in Sicilia nuove spezie e il cacao. La leggenda vuole che le suore inserissero la carne “di nascosto” per rendere più sostanzioso il dolce durante la Quaresima, aggirando i rigidi dettami religiosi. Un dolce che, ancora oggi, divide e affascina.





