Luigi Bonsignore, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi.

L’emergenza COVID-19 ha colto tutti di sorpresa: in un momento in cui la natura si sta risvegliando e la primavera ci regala i suoi primi frutti, è il virus a condizionare il nostro stile di vita e a riformulare la nostra quotidianità. Tutto ciò ha portato ognuno di noi, sia a livello personale che professionale a rivedere le proprie abitudini, i programmi e i progetti da portare avanti e il lavoro da svolgere, e in quest’ottica si sta muovendo queste la Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi, presieduta da Luigi Bonsignore – nonché titolare anche della cantina Baglio Bonsignore – che ha lanciato l’iniziativa della Bottiglia Solidale.
Per saperne di più e per sapere quali potranno essere i “possibili scenari futuri” abbiamo fatto qualche domanda a Luigi Bonsignore; ne è nato un interessante momento di confronto e arricchimento.

Cosa sta facendo e cosa può fare l’Associazione da lei presieduta in questo momento molto delicato che noi tutti stiamo vivendo?
“In questo momento abbiamo scelto di unire le forze sotto uno stesso portale per coniugare due aspetti importanti: la solidarietà e la promozione del territorio, attraverso le aziende e i loro prodotti. Con il lancio della “Bottiglia Solidale”attraverso il sito www.terracottashop.it, abbiamo voluto mettere a fattor comune dell’offerta del meglio delle nostre aziende e del nostro territorio per poter riuscire a fare delle donazioni a favore di chi, in questi momenti difficili ha bisogno, in primis i medici e gli infermieri e le famiglie più bisognose. La cosa straordinaria è che insieme alla strada del vino e delle aziende ci sono l’Ente Parco della Valle dei Templi, i comuni e le diverse associazioni come Slow Food, AIS, Coop Culture, tutti insieme per promuovere la solidarietà e il territorio.” 

Come dovrà reinventarsi il mondo del vino al termine di questa emergenza?
“Penso che il mondo del vino, per come è oggi articolato, dovrà rivedere e reinventarsi specie nel segmento Ho.Re.Ca e nell’approccio verso i mercati esteri. Bisogna distinguere ovviamente quali saranno gli scenari nel breve periodo e quelli nel medio lungo. Nel breve periodo, probabilmente dovremo rivedere i nostri modelli go to market, si dovrà concentrare l’offerta sulle etichette di qualità evitando la ricerca spasmodica della novità a tutti i costi – parlo ovviamente del segmento medio alto, dove il consumatore dal palato abituato a vini di ottima qualità, che apprezza il vino siciliano, probabilmente ridurrà i consumi outdoor ma continuerà a consumare vini con modalità di consumo diverso e comportamenti di acquisti diversi – inoltre sempre nel breve periodo dovremo abituarci ad una presenza di turisti stranieri molto ridotta rispetto agli scorsi anni; diverso il discorso nel medio lungo dove ritengo gradatamente si tornerà alla “normalità”: questo porterà ad una segmentazione dei mercati e dei canali con la nascita di modalità di acquisto e vendita diverse. Secondo il mio modesto parere saranno la capacità di innovare ed essere agili e flessibili le caratteristiche che nei prossimo mesi/anni faranno i la differenza”. 

Quanto è importante il territorio e la territorialità in questa fase?
“Il territorio e la territorialità sono fondamentali. Il consumatore riconosce il valore di un territorio e a quel territorio si rivolge nel momento in cui ha voglia di bere alcuni vini di alcuni vitigni. E’ per questo che noi nella Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi abbiamo scelto di unirci nella diversità e nella valorizzazione di un territorio. Da subito abbiamo capito che la sfida è quella di valorizzare oltre che un luogo, La Valle dei Templi – uno dei siti Unesco piu visitati al Mondo – anche un territorio che dalla Valle si dipana che è quello della strada del Vino. In questo territorio il Barone Mendola nel 1864 diede vita al Grillo come vitigno; in questi territori, negli anni, viticultori e imprenditori illuminati e pionieri hanno investito e dato vita a vini straordinari che fanno oggi di questo territorio uno dei meglio vocati, facendo nascere Nero d’Avola e Grillo straordinariamente buoni. Ma questo territorio è un territorio straordinario anche per gli olii, per le mandorle, piuttosto che per i pistacchi e per altro ancora. 

Ripartire, da un punto di vista economico: quali misure andrebbero adottate e come far ripartire il comparto? 
“In questo momento le imprese si trovano ad affrontare alcune fortissime criticità: liquidità limitata, investimenti incompleti, lavori in vigna da realizzare per non creare danni ai vigneti, prodotti nei magazzini difficilmente vendibili nel breve periodo, fornitori e stipendi da pagare 
La domanda da porsi allora è che cosa fare per evitare che tutte queste aziende rischino il tracollo. Pensiamo che gli interventi immediati possano essere di questo tenore: il blocco dei mutui e delle tasse ma almeno per 12/18 mesi senza compromettere rating e quant’altro; l’immissione di liquidità per permettere alle aziende di ripartire; rivedere per questa fase il diritto fallimentare e i reati societari per evitare il tracollo delle aziende; lo sblocco di tutti i fondi della Programmazione europea in primis PSR e OCM e tutti i contributi AGEA, con una rimodulazione di alcuni fondi OCM laddove servisse per meglio rispondere alle esigenze delle aziende. Lavorare su questi punti significa fare un intervento shock per la nostra economia e per il settore agricolo che potrebbe realmente dare il supporto per ripartire”. 

Ripartire, da un punto di vista sociale/relazionale: questo virus cambierà il nostro modi di vivere gli eventi, di brindare, di ritrovarci insieme per degustare vini e trascorrere momenti di condivisione? 
“Oggi è difficile solo provare ad immaginare scenari, la certezza è che nulla sarà come prima ma questo non necessariamente significa che il futuro sarà peggiore del passato, sicuramente sarà diverso. Il mondo del vino è per sua natura la sintesi di un prodotto, emozioni e territori dove la sintesi è la convivialità. Probabilmente nel breve periodo non possiamo immaginare la convivialità come eravamo abituati a conoscerla e a viverla, ma non possiamo scordare che le persone oramai sono abituate al buono , al bello e al ben fatto e quindi dipenderà da come noi produttori saremo capaci insieme ai nostri amici ristoratori a reinventare le emozioni e la convivialità a casa delle persone. Credo che, specie in una prima fase, si torneranno a frequentare persone conosciute, familiari e amici, si organizzeranno cene o momenti conviviali a casa o in ambienti dove potranno essere garantite quelle norme di sicurezza alle quali ci dovremo abituare, ma non penso che vorranno rinunciare al piacere di una buona cena cucinata da un bravo chef o al piacere di avere gli ingredienti dalla pasta i sughi all’olio e al vino per passare serate o momenti in allegria e all’insegna del buon mangiare e del buon bere. Da questi possibili scenari a mio parere dobbiamo imparare a capire come e con quali strumenti possiamo raggiungere e soddisfare i nostri clienti, e in questo caso credo che il commercio elettronico e la capacità di fare squadra per vendere non più prodotti ma territori ed emozioni sia la strada vincente”. 

Quali saranno, se ci saranno secondo lei, gli aspetti positivi che tutto questo periodo apporterà al settore vinicolo? 
“Non saprei, io sono una persona positiva per natura, è nella mia indole, sono affascinato dalle sfide, adesso siamo in una situazione in cui da un lato dobbiamo gestire e uscire dall’emergenza, e dall’altro dobbiamo riprogrammare. e rivedere il futuro immaginando scenari a noi sconosciuti. Una cosa però vorrei dirla: se in un periodo così straordinariamente difficile abbiamo trovato la forza e la voglia come aziende e attori aderenti alla Strada del Vino di metterci insieme passando da una logica dell’Io a quella del Noi, allora probabilmente questo è l’aspetto positivo di questo periodo, il ritrovare il senso dello stare insieme, del fare squadra, perchè i Siciliani nei momenti difficili hanno sempre dimostrato di essere una grande Terra e un grande Popolo”.

Attraverso l’iniziativa della “bottiglia solidale” si potrà acquistare una bottiglia di vino e/o di olio di una cantina o azienda della Strada del Vino e verrà avviata anche una raccolta fondi: il ricavato contribuirà per il 50% alla campagna di solidarietà Gofoundme in favore dell’ASP di Agrigento, l’altro 50% servirà invece a sostenere i comuni della Strada:  Agrigento, Naro, Campobello di Licata, Favara, Sant’Angelo Muxaro, Raffadali, Canicattì. Gli utenti che vorranno sostenere la causa, acquisteranno la propria bottiglia preferita a un prezzo di mercato del web. Il 25% dell’utile andrà in beneficienza. Gli acquisti delle bottiglie avverranno tramite la piattaforma www.terracottashop.it