Nella nuova era del turismo “di prossimità”, fino alla fine di giugno sarà predominante un turismo orientato nell’entroterra, nei piccoli borghi, nelle aree rurali. A partire da luglio, in cui verosimilmente si potrà circolare più liberamente, la vacanza sarà all’insegna del mare.

Nel campo dell’indeterminatezza della fase 2 e delle polemiche innescate dalle categorie produttive escluse, una consapevolezza e una certezza comincia a consolidarsi nelle volontà nelle intenzioni degli italiani, fare la vacanza dentro i confini nazionali e quindi con cromatura tricolore.

Nella situazione di emergenza che sta obbligando le persone a trascorrere la maggior parte del tempo nelle proprie case, nel 90% confinati tra mura domestiche in città dove si sono concentrate le funzioni quotidiane solitamente svolte in luoghi diversi, gli italiani non rinunciano, comunque a cercare case in località turistiche. L’estate degli italiani si configura comunque diversa rispetto al recente passato. Sarà più simile a quelle del secondo dopo guerra: pochi treni, nessun aereo o traghetto, tanti spostamenti – per lo più brevi – in auto. Meno alberghi, tanti soggiorni nelle case di vacanza. Vi è un 40% di italiani che pensa di muoversi all’interno dei confini nazionali e queste sono le ragioni per cui sono letteralmente esplose le ricerche di sistemazioni in case con giardino e – quando possibile – piscina.

In Sicilia addirittura sono quadruplicate le ricerche di case in affitto con piscina, addirittura ad aprile a Palermo le abitazioni con piscina vengono cercate 6 volte di più rispetto al periodo precedente. Questo scenario ci proietta in una nuova era di turismo “al sicuro” dove molti sceglieranno un appartamento per ridurre al massimo i contatti. Di certo una casa, in questo momento, è più rassicurante per il rispetto delle distanze e tra le caratteristiche richieste più importanti, c’è anche la presenza del wifi: per tanti lo smart working continuerà a lungo e si cercano, di conseguenza, soluzioni alternative alla città. In un quadro in evoluzione, legato alle scelte che il governo nazionale farà, rispetto alla mobilità infraregionale, è plausibile che fino alla fine di giugno sarà predominante un turismo orientato nell’entroterra, nei piccoli borghi, nelle aree rurali meno frequentate e più isolate. Dopo settimane di restrizioni a casa si sentirà la necessità di camminare all’aria aperta, allontanarsi dalle città e improntare una socialità e convivialità a ritmi più lenti, naturali e stili di vita maggiormente salubri e salutari.

A partire da luglio, in cui verosimilmente si potrà circolare più liberamente, la vacanza sarà all’insegna del mare. Le destinazioni marittime, per quel periodo, sono le più desiderate in questo momento. Probabilmente saranno preferite le località con lunghi litorali dove l’ampiezza della spiaggia permette di mantenere le distanze.

Se ad agosto si profileranno aperture delle frontiere, la Sicilia potrà godere di un vantaggio competitivo, facendo valere nella comunicazione rivolta al potenziale turista, la percezione dell’affidabilità sanitaria del nostro territorio, vista la bassa incidenza, ad oggi, del contagio, puntando così su una storytelling incentrata su ottimismo, solarità e sicurezza sanitaria.

La situazione è fluida e la differenza nel mercato turistico, al fine di salvare il salvabile, sarà la capacità di reazione rispetto alle maglie che in una visione ottimistica si apriranno nella mobilità nazionale ed estera.