Proseguono a San Vito Lo Capo gli appuntamenti in Casa Electrolux Professional, lo spazio presentato da Sagrim a Villetta Faro che, durante il Cous Cous Fest, dà voce a chef, pizzaioli e maestri dell’arte bianca.
Il secondo appuntamento ha confermato lo spirito del programma promosso da Sagrim ed Electrolux Professional, in collaborazione con All Food Sicily: raccontare la Sicilia attraverso la cucina e i suoi protagonisti, mettendo in dialogo memoria, tecnica, creatività e attenzione alle materie prime.
Con il supporto degli chef Giuseppe Pappalardo e Valentina Baldoni, la giornata si è aperta con il secondo confronto del premio Women Chefs of Sicily, per proseguire con lo Chef’s Table di Francesco Fricano e con le tre interpretazioni dei Bakery Masters.
Women Chefs of Sicily, Alice Di Gennaro vince la seconda gara
La seconda sfida del Premio Women Chefs of Sicily ha visto confrontarsi Valentina Dragotto e Alice Di Gennaro, chef del ristorante 131 Alibi di Palermo. Due piatti diversi per costruzione e linguaggio, ma accomunati dalla volontà di rileggere la tradizione siciliana attraverso tecniche e sensibilità contemporanee.

Valentina Dragotto ha presentato il suo “Caldofreddo salato”, preparazione costruita intorno al cous cous, alla cucina domestica dell’Isola e al recupero delle materie prime. La semola, incocciata secondo il metodo tradizionale, è stata inumidita con un brodo di cernia e capone, preparato valorizzando anche le parti del pesce spesso considerate meno pregiate.

«È una cosa che mi piace molto fare nella mia cucina: recuperare, non sprecare e cercare di dare valore anche a quello che normalmente viene considerato meno importante», ha spiegato Valentina Dragotto.
Accanto al cous cous, la cuoca ha servito una zuppa fredda di pomodoro ispirata alla classica insalata estiva siciliana, preparata con pomodoro, cipolla rossa, cetriolo, basilico, olio e aceto. Una pietanza semplice e familiare, trasformata in una componente fresca e acidula da accostare alla semola tiepida e al brodo di pesce.
È proprio dall’incontro delle diverse temperature che nasce il nome del piatto: il calore del cous cous e del brodo incontra la freschezza del pomodoro. Alcune gocce di olio aromatizzato al prezzemolo aggiungono una nota erbacea, mentre la sarda allinguata completa la preparazione con una componente croccante e un ulteriore richiamo alla tradizione gastronomica siciliana.
Alice Di Gennaro ha risposto con “Il Tortino di Alice”, un piatto nato dall’idea di recuperare sapori e preparazioni della memoria, modificandone però forma, tecniche e presentazione.
L’involucro del tortino è stato realizzato con alici lavorate con sale e zucchero e successivamente cotte in olio. Al centro, una farcia ispirata alle ricette più classiche dell’Isola, composta da pane, cipolla, acciughe sciolte, pinoli, menta e uvetta. Il composto è stato ammorbidito con acqua di pomodoro, scelta per aggiungere freschezza e una delicata componente acida.

A completare il piatto, una maionese alla menta, dischi di zucca in agrodolce e un brodo di zucca arrosto. Quest’ultimo è stato ottenuto dalla zucca cotta in forno e lasciata riposare sottovuoto per una notte con lo stesso peso d’acqua. Il liquido è stato poi ristretto sul fuoco e ravvivato con succo di limone.
«Come tutti i piatti che pensiamo e realizziamo al ristorante, anche questo cerca di suscitare qualcosa in chi lo mangia», ha raccontato Alice Di Gennaro. «Durante l’assaggio ciascuno può ritrovare ricordi diversi, dalla zucca in agrodolce al tortino di alici e agli altri sapori tipici siciliani».
È stata Alice Di Gennaro ad aggiudicarsi la seconda gara di Women Chefs of Sicily, convincendo con una preparazione capace di lavorare sulla memoria senza limitarsi a riprodurre la tradizione.
Chef’s Table, il Mediterraneo secondo Francesco Fricano
La serata è proseguita con lo Chef’s Table di Francesco Fricano, chef e anima in cucina di Kàlamo, ristorante nato a Bagheria insieme al sommelier Giacomo Galbo. Fricano ha presentato un percorso di tre portate nel quale ingredienti siciliani, suggestioni mediterranee e contaminazioni orientali hanno trovato un linguaggio comune.
Ad aprire la degustazione è stato un pan brioche al burro con mousse di caprino, tartare di gambero e salsa teriyaki all’arancia. Una preparazione giocata sul contrasto tra la morbidezza del pane, la freschezza marina del crostaceo, la nota acidula del caprino e il carattere agrodolce della salsa.
La seconda portata è stata una fregola risottata con tenerumi, riccioli di pomodorino e latte di mandorla. Il formato di pasta legato alla tradizione sarda ha incontrato così ingredienti profondamente siciliani, in una preparazione cremosa nella quale la componente vegetale è stata accompagnata dalla dolcezza della mandorla.

A chiudere lo Chef’s Table, una triglia ripiena a beccafico con baba ganoush di melanzane e chutney di susina. Fricano ha reinterpretato una delle preparazioni simbolo della cucina isolana, affiancandole le note affumicate della crema di melanzane e il carattere agrodolce del chutney.
Tre piatti differenti, uniti da un percorso che attraversa il Mediterraneo e mette in relazione la cucina siciliana con sapori, tecniche e suggestioni provenienti da altre sponde.
Bakery Masters, tre modi di interpretare il padellino e i lievitati
L’ultima parte della giornata è stata dedicata ai Bakery Masters, con le proposte di Francesco Cimino, Salvatore Convitto e Filippo Volpe. Tre professionisti e tre interpretazioni dell’arte bianca, tra impasti contemporanei, ingredienti siciliani e lavorazioni artigianali.
Ad aprire l’appuntamento è stato Francesco Cimino di Sapori Autentici, a San Cipirello, con un padellino nato da un impasto semi-integrale preparato con farina germogliata. Alla base stracciatella, accompagnata da spianata calabrese, gel di cipolla rossa caramellata, pesto di prezzemolo e guanciale croccante. A completare la preparazione, una grattugiata di ricotta salata, scelta per aggiungere un’ulteriore nota sapida.

Il secondo protagonista è stato Salvatore Convitto della pizzeria Al Pomodoro di Partinico, che ha presentato due padellini molto diversi per impasto, farcitura e ispirazione.
«Siamo molto contenti della serata: nonostante fossimo tra gli ultimi e il pubblico avesse già degustato diversi prodotti, siamo riusciti a creare tanta curiosità con i nostri padellini», ha raccontato Convitto.
La prima proposta, chiamata “Terra bruciata”, è nata da un impasto nero al carbone vegetale e dalla volontà di rappresentare le contraddizioni della Sicilia. Il colore scuro della base richiama simbolicamente le ferite e le ombre che segnano l’Isola; la vivacità degli ingredienti racconta invece la capacità del territorio di rinascere attraverso la bellezza e le proprie eccellenze. Su una crema di cipolla bianca sono stati disposti pomodorini caramellati all’origano, alici di Sciacca e caciocavallo Ragusano. La preparazione è stata completata con una cialda dello stesso formaggio, polvere di olive nere e dadini di pane aromatizzati con olio e origano.

«È un padellino molto emotivo, nato per raccontare la contraddizione della Sicilia: dalle ferite e dalle ombre di questa terra riescono sempre a emergere bellezza ed eccellenza», ha spiegato Convitto.
Con il secondo padellino, preparato con un impasto bianco, il pizzaiolo ha scelto invece di uscire dagli schemi e dimostrare come ingredienti apparentemente distanti possano trovare un equilibrio. Su una base di fior di latte ha aggiunto, dopo la cottura, stracciatella aromatizzata al rosmarino e lime, pulled pork artigianale, fili di peperone rosso e una riduzione di frutti di bosco, completando il tutto con una spolverata di limone.
A chiudere la seconda giornata dei Bakery Masters è stato Filippo Volpe di Anima Sicula, a Sommatino, con un lievitato soffice accompagnato da una farcitura interamente artigianale. La base, preparata e precotta prima dell’evento per preservarne struttura e morbidezza, è stata arricchita con una crema fatta in casa ottenuta dall’incontro di sei diverse varietà di funghi, tra cui porcini e tartufo.

Alla crema, Volpe ha aggiunto caciocavallo fresco e pancetta arrotolata artigianale di suino dei Nebrodi. Dopo la cottura, la preparazione è stata completata con un paté di peperoni arrostiti e un gel di cipolla rossa di Tropea, scelti per bilanciare le note intense della farcitura attraverso dolcezza, acidità e sfumature affumicate.
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«Ogni elemento è fatto in casa: ciascuna preparazione, dalla crema di funghi al paté di peperoni e al gel di cipolla, è stata realizzata da me con le mie mani», ha sottolineato Filippo Volpe.
Il programma di Casa Electrolux Professional prosegue con la terza sfida del premio Women Chefs of Sicily, un nuovo Chef’s Table e altri protagonisti dei Bakery Masters, in attesa della finale di giovedì 24 che decreterà la vincitrice dell’edizione 2026.





