L’ultima mazzata derivante dalle conseguenze del covid-19 in Sicilia l’hanno avuta i gestori delle discoteche, tantissime all’aperto, che annualmente lavoravano durante il periodo estivo. Con la chiusura anticipata dalla stagione, che mediamente dura fino a fine settembre, oltre ad andare in fumo milioni di euro di fatturato sono saltati decine di migliaia di posti di lavoro di dipendenti che sono stagionali e lavorano solo in questo periodo dell’anno.

Un altro settore fortemente penalizzato è stato quello della banchettistica con tante cerimonie che causa pandemia sono state rinviate al prossimo anno. Non è andata meglio agli albergatori e gestori di b&b che da febbraio a maggio hanno avuto fatturato zero e dopo un mese di luglio a rilento hanno visto un po’ di luce solo ad agosto. Ma c’è tanta incertezza per il futuro e la dimostrazione sono le scarse prenotazioni nelle strutture alberghiere a settembre.

La cristi del turismo ovviamente si ripercuote su tutti gli altri settori, infatti, tanti ristoranti stanno arrancando con fatturati più che dimezzati rispetto agli altri anni con conseguenze che si ripercuotono su tutta la filiera. Una forte crisi la stanno avvertendo tanti fornitori: dai prodotti ittici all’ortofrutta, per arrivare ai produttori dei vini.

Una crisi che ha colpito fortemente i negozi di abbigliamento, le boutique di souvenir, il mondo degli spettacoli e i cinema. La pandemia ha quindi, chi più chi meno, colpito tutti i settori della nostra già debole economia. E’ chiaro che adesso deve esserci un forte intervento delle istituzioni perché si rischia oltre al default la perdita di tantissimi posti lavoro.