Gli effetti della pandemia che ha messo a rischio moltissime attività commerciali, hanno avuto conseguenze disastrose anche sulle Pro Loco siciliane, associazioni locali nate con lo scopo di promuovere e sviluppare il territorio.

Numerose attività sono state annullate, limitando così i continui flussi turistici nell’isola. Ciò lo si può evincere dalle parole di Antonio La Spina, presidente del Comitato siciliano dell’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco), che durante un’intervista ha dichiarato: “Nel corso del lockdown a livello nazionale sono oltre 60 mila gli eventi delle Pro Loco spazzati via dal Covid-19, molti quelli in programma nella nostra isola. Bisogna ripartire dai programmi e dai progetti avviati in questi anni, con sempre più voglia di rilanciare i nostri luoghi. In un momento non semplice per il comparto turistico e a fronte di una timida riapertura sul fronte degli eventi, siamo ben consapevoli che le Pro Loco possono fornire un contributo di primo piano”.

Un durissimo colpo al settore turistico se si pensa al fatto che la Sicilia, annualmente, è una delle regione d’Italia più visitate sia per ciò che la terra offre, sia per i suggestivi eventi culinari e non, che valorizzano un grande patrimonio. Adesso, l’obiettivo che molte province si sono prefissate è quello di ridisegnare una nuova identità attraverso il rilancio di tali associazioni: sulla base del Decreto assessoriale 3512 del 2018, adesso tutte le Pro Loco avranno l’obbligo di iscriversi all’Albo regionale delle associazioni Pro Loco al fine di rendere operative le innovazioni che saranno messe in pratica per un rilancio non solo turistico, ma anche economico.