La situazione attuale del grano siciliano preoccupa agricoltori, imprenditori e produttori legati a questa materia prima, l’Associazione Pasta Siciliana scende in campo proponendo un Manifesto.
Il Direttivo dell’Associazione Pasta Siciliana, presieduto da Filippo Trubia, esprime forte preoccupazione per l’andamento della campagna granaria in Sicilia e, in particolare, per il livello estremamente basso delle quotazioni del grano duro siciliano, scese in alcuni casi sotto la soglia dei 20 centesimi al chilogrammo.
Una condizione che rischia di compromettere la tenuta economica di molte aziende agricole e di indebolire alla base l’intera filiera regionale, proprio mentre l’Associazione è impegnata a sostenere il percorso per il riconoscimento della certificazione di origine della Pasta Siciliana.
Gli agricoltori rinunciano alla semina del grano
Il quadro attuale è reso ancora più critico dagli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali, dall’aumento dei costi di gestione delle coltivazioni e dal peso crescente di voci produttive essenziali come concimi, gasolio, lavorazioni meccaniche e mezzi tecnici. In questo scenario, diversi granicoltori hanno già scelto di non seminare nella campagna appena conclusa, mentre altri potrebbero essere indotti a rinunciare alla coltivazione del grano nella prossima annata agraria.
“Il rischio più grave – dichiara il Direttivo dell’Associazione Pasta Siciliana – è che gli agricoltori
perdano fiducia nella coltivazione del grano duro, con conseguenze pesanti non solo sul reddito
delle imprese agricole, ma anche sull’identità produttiva della Sicilia. Senza grano siciliano non
può esserci una vera pasta siciliana di origine, riconoscibile, tracciabile e legata al territorio”.
Per queste ragioni, nei prossimi mesi il Presidente dell’Associazione e il Direttivo avvieranno un confronto con gli altri portatori di interesse della filiera cerealicola regionale, con l’obiettivo di elaborare un Manifesto per la difesa del grano siciliano.
Il documento intende raccogliere proposte, impegni e indirizzi condivisi per sostenere la cerealicoltura regionale, valorizzare il grano duro siciliano, rafforzare i contratti di filiera, promuovere strumenti di tracciabilità e qualità, e accompagnare il percorso di riconoscimento della Pasta Siciliana quale prodotto espressione autentica del territorio.





