Luisanna Messeri

l periodo stressante e, per molte attività commerciali, faticoso, ha portato dei notevoli cambiamenti nello stile di vita di ogni individuo. Ciò ha influito soprattutto sugli acquisti e sulla spesa alimentare di molti italiani, spinti dalla preoccupazione di non avere sufficienti scorte per l’intero periodo di reclusione forzata in casa.

È dunque aumentato il numero di prodotti alimentari in dispensa, specie pasta, riso e farina, il cui consumo è vertiginosamente triplicato rispetto l’anno precedente. Molti residenti hanno riscoperto la loro vena culinaria, dilettandosi nella preparazione di svariate pietanze, come escamotage per far passare ore a casa.

Si è registrato un cambiamento evidente nel pranzo di quelle persone che nel periodo precedente al lockdown era solite consumarlo fuori casa per motivi lavorativi o universitari. Al contrario, causa restrizioni, molti abitanti hanno preferito cibarsi di pasti veloci quali piadine, hamburger e alimenti più salutari a base di verdure, seguiti magari da un frutto data la disponibilità di tempo accumulata.

Altrettanto salutare è risultata la cena di molti italiani che, alle pizze e i panini consumate spesso durante la settimana, hanno preferito passati di verdure e carni magre, limitando il consumo di carboidrati e cibi più calorici al solo fine settimana.

Non sono mancati tra i giovani gli spuntini e i classici aperitivi home-made, condivisi affettuosamente con gli amici attraverso Skype previo appuntamento stabilito. In tal proposito si è registrato un alto tasso di vendita di snack dolci e salati utilizzati per accompagnare i cocktail.

Con l’inizio della fase 2 e la conseguente fine della quarantena, si è registrata da una parte una forte crescita della percentuale d’acquisto dei prodotti alimentari, specialmente di carni e ortaggi, da un’altra parte un vertiginoso ribasso delle cifre raggiunte da molti locali che adesso rischiano fortemente la chiusura. Adesso è compito di tutti i ristoratori rialzarsi, più forti e operativi di prima, cercando di riavviare al meglio le loro attività dando così una forte spinta a quella che è l’economia di un paese piegato di fronte una minaccia invisibile, ma mai arresosi ad essa.