Ristoranti, trattorie, bar, pasticcerie, gelaterie, ecc. hanno dovuto abbassare le saracinesche e non si sa quando potranno riaprirle. L’emergenza Covid-19 ha costretto il Governo a chiudere tutti gli esercizi commerciali non ritenuti essenziali. Molti esercizi tra l’altro pagano costosi canoni d’affitto aggravando la loro situazione economica e rischiando il tracollo.

La Fipe, Federazione Pubblici Esercizi si è prontamente attivata consentendo agli associati di utilizzare gli strumenti già previsti dal Codice Civile italiano a tutela delle inadempienze dovute all’attuale grave crisi afferente a cause oggettivamente indipendenti da responsabilità specifiche, integrandoli inoltre con quanto introdotto dal recente Decreto Legge dello scorso 17 marzo 2020 c.d. “Cura Italia”.

In merito la Fipe ha redatto un lettera facsimile che sottoscritta dal legale rappresentante del pubblico esercizio interessato può essere inviata al titolare del contratto di locazione stipulato per ottenere una riduzione del canone.

La lettera, pur corredata da tutti i principali riferimenti normativi, è stata ideata, anche nella forma, come primo tentativo per gestire con un accordo bonario il rapporto con il locatore, preferendo mantenere un rapporto pacifico tra i firmatari contrattuali e dando alla missiva una dimensione di condivisione fra le parti con la convinzione che sia obiettivo comune non risolvere il contratto, ma addivenire ad una nuova negoziazione dei suoi termini economici, al fine di superare insieme il gravissimo periodo di crisi.

Questa comunicazione adotta necessariamente un approccio di disciplina generale e potrà essere integrata con tutti gli eventuali ulteriori strumenti di rinegoziazione presenti negli specifici contratti sottoscritti fra i locatori e i locatari.

Qui potete scaricare il modello di lettera: