Da Napoli a Gela, la storia di Daniele Cacciuolo è quella di un pizzaiolo che ha trasformato la sua eredità familiare in un progetto solido fatto di vero amore per il cibo.
Il recente inserimento di Daniele Cacciuolo Pizzeria&Bistrot nella nostra guida Dove mangiare a Caltanissetta e dintorni è simbolo di un altro tassello che si aggiunge alla lunga lista di riconoscimenti del pizzaiolo napoletano.
Partito da Napoli e approdato in Sicilia a soli 23 anni per amore della moglie Marzia, Cacciuolo si è innamorato anche del lungomare di Gela. Qui ha aperto la sua attività ai tempi chiamata Bella Napoli “per far capire che in città era arrivato il napoletano di turno”, racconta con il sorriso Cacciuolo.
“Nel 2020 è arrivato il primo Spicchio del Gambero Rosso, nel 2023 ho avuto la grande fortuna di pubblicare il mio primo libro con Mondadori. Oggi, essere inseriti in questa guida territoriale è uno sprono a fare sempre meglio ogni giorno. È la conferma che il lavoro quotidiano, fatto di impegno e sacrificio, viene apprezzato” afferma.

Dopo cottura: Mozzarella di bufala D.O.P, alici di cetara,pomodorino confit home Made, olive taggiasche,basilico disidratato,olio biancolilla
Figlio e nipote di pizzaioli napoletani, Daniele ha iniziato giovanissimo a lavorare nella pizzeria di famiglia, in un ambiente in cui non è semplice farsi spazio. “Napoli mi ha dato la base, Gela la possibilità di costruire qualcosa di mio. In questo ambiente ci sono nato e cresciuto e ad oggi, quando cucino, ci metto tutto l’amore e il sentimento per poter tramandare qualcosa e far vivere ai miei clienti una vera e propria esperienza”. Un approccio che si riflette in ogni dettaglio del suo locale, dal menu al servizio, passando per la selezione delle materie prime.
La proposta gastronomica del locale è pensata per essere inclusiva e coerente. La pizza, cuore pulsante dell’attività, viene declinata in cinque tipologie principali: la classica e il padellino senza glutine, la pizza contemporanea con cornicione alto e soffice, la ruota di carro tipicamente napoletana, l’impasto ai cereali con farine e semi selezionati e infine le varianti con cornicione ripieno.
Il locale conta circa 100 coperti e lavora su più turni, con un’attenzione particolare al servizio. “Preferiamo avere un cameriere in più che uno in meno. Anche quando serviamo duecento persone in poche ore, l’importante è farle sentire accolte e far vivere loro un’esperienza, non solo farle mangiare in fretta”. In sala, la presenza della moglie Marzia è imprescindibile e anche lei è parte integrante del progetto insieme ai dodici dipendenti: “Senza di loro non saremmo niente. Questo riconoscimento è anche per loro“. afferma con fierezza.
Dunque, “Non è solo un riconoscimento tecnico” spiega Daniele. “È la conferma che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Fare ristorazione oggi significa esserci, ogni giorno, con rispetto, sacrificio e verità”. E mentre il locale continua a crescere e a consolidarsi, il messaggio di Daniele rimane semplice e chiaro: amore per il cibo, cura del cliente e disponibilità verso la comunità.





