L’Unione Europea e l’India hanno raggiunto un accordo commerciale strategico che punta a rafforzare le relazioni economiche tra i due blocchi. L’intesa si inserisce in un contesto geopolitico complesso e mira a diversificare i partner dell’UE, favorendo una maggiore apertura verso i mercati asiatici.
L’India rappresenta oggi uno dei mercati più dinamici a livello globale. Gli scambi tra Nuova Delhi e l’Unione Europea superano già i 180 miliardi di euro annui, ma le nuove misure previste dall’accordo – tra cui la riduzione dei dazi doganali e la semplificazione delle procedure regolatorie – potrebbero imprimere un’accelerazione significativa. Secondo le stime, le esportazioni europee verso l’India potrebbero raddoppiare entro il 2032, con un risparmio complessivo di circa 4 miliardi di euro all’anno in costi doganali.
“Per noi produttori di vini l’accordo UE-India ci spalanca un mercato dalle straordinarie opportunità, e non parlo dell’India ma di tutto il Sud-Est asiatico, Thailandia e Indonesia, ma anche Vietnam, regioni dove non vi è una cultura del vino, il cui consumo è bassissimo rispetto alla popolazione che invece beve molta birra.” spiega Diego Cusumano, produttore che ben conosce il mercato internazionale del vino.
Per quanto rappresenti ancora un mercato di nicchia, i recenti dati evidenziano una crescita accelerata del consumo di il vino italiano in India, l’export italiano in un paese che conta 1,5 miliardi di abitanti, genera soltanto 2,6 milioni di euro/anno (su un export totale che vale circa 8 miliardi di euro).
Adesso è fondamentale essere i primi a conquistare il mercato indiano, muovendosi velocemente e rapidamente, col supporto anche economico – soprattutto per quanto riguarda i costi della promozione – delle istituzioni e con un piano di comunicazione e promozione efficace e condiviso.
Questo accordo secondo i produttori è inoltre una fantastica opportunità anche per l’incoming turistico verso l’Italia, e non solo nei luoghi più turistici di essa. È infatti più che conclamato che il vino e il cibo sono un volano per promuovere L’Italia, la nostra cultura, il made in Italy ma soprattutto i nostri luoghi, le terre d’origine del nostro enofood. “Il che rappresenta – aggiunge Cusumano – un’occasione per promuovere, non solo il comparto ma tutto il made in Italy, i suoi luoghi su un mercato fresco di 2 miliardi di potenziali turisti!”





