Siamo andati a trovare ed a intervistare, nel nuovo stabilimento di Mazara del Vallo, Dino Taschetta, presidente di “Colomba Bianca” la più grande cooperativa vinicola siciliana, con 7.500 ettari di vigneti e 2.480 soci, il più grande produttore, tra l’altro, di vini biologici in Italia.

Una realtà nel panorama della viticoltura siciliana in rapida ascesa che sotta la guida di Taschetta ha operato un cambio di rotta nelle strategie di produzione e nei rapporti con i soci, retribuendoli non per la quantità ma secondo la qualità delle uve, lasciando alle spalle la stagione della vendita dello sfuso, un simbolo positivo e virtuoso della Sicilia produttiva che cambia, smentendo vecchi clichè e stereotipi.

I soci della cooperativa alla “Colomba Bianca” vengono aiutati, consigliati e supportati nella strategia di una produzione di qualità totale, l’unica in grado di assicurare una giusta remunerazione per le uve conferite. Politiche e strategie aziendali che hanno prodotti risultati soddisfacenti, aumento di fatturato e soprattutto di valore aggiunto. Il nuovo stabilimento – dotato della migliore tecnologia, delle apparecchiature e strumentazione per la vinificazione e l’imbottigliamento – pensato e progettato in una logica di crescita, oggi è già al limite della sua capacità produttiva, tenendo conto dei voluni di commercializzazione sviluppati dalla cooperativa, garantiti perlopiù dal mercato estero.

Ma la vera sfida che vede impegnata la cooperativa è l’affermazione della produzione dei vini biologici, di cui è leader in Italia. Un dato di assoluto rilievo se si tiene conto che oggi la Sicilia in Italia detiene il primato per i vigneti coltivati in biologico con una percencentuale del 34% della produzione nazionale. Il bio è ormai parte fondante della cultura alimentare, come marchio naturale di garanzia, di tutela della salute e di rispetto dell’ambiente, una svolta importante sul fronte dell’ecologia e della salute dei consumatori. Tutti nel mondo vogliono mangiare e bere più sano, oggi più che mai nel post coronavirus.

La Sicilia ha tutte le condizioni per imporre il brand “Isola Bio” per l’intera produzione agroalimentare, che costituirebbe uno strumento formidabile di marketing commerciale.

La Cooperativa Colomba Bianca, per parte sua, ha concentrato sforzi e investimenti sul settore delle bollicine, un mercato che vale oltre un miliardo di bottiglie. Uno spumante Bio siciliano ha tutte condizioni per conquistare i mercati internazionali, ritagliandosi una quota di mercato considerevole. In provincia di Trapani vi sono zone collinari vocate per la produzione delle basi spumanti che, grazie alle caratteristiche e alle esposizioni dei terreni e delle temperature ideali, non hanno nulla di meno rispetto alle zone vocate per la produzione di bollicine delle colline francesi, del Veneto, del Trentino piuttosto che della Lombardia.

La cantina “Colomba Bianca” grazie alla saggia e qualificata conduzione di Dino Taschetta, è pronta ad alzare ulteriormente l’asticella della sfida, contribuendo a rendere la Sicilia terra di grandi vìni di alta qualità, pianificando strategie di lungo termine che possano garantire ai produttori reddito e successo.

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