Dopo la pace di Utrecht (1713), la Sicilia fu concessa a Vittorio Amedeo II di Savoia, la conquista sanciva anche la fine del dominio spagnolo. Dal 1710 – 1720 la Sicilia divenne sabauda.

Oltre alla buona volontà di migliorare le sorti della Sicilia con riforme democratiche, mai messe in atto perché non convergenti con le idee politiche dell’aristocrazia siciliana, portarono con loro una serie di “novità” gastronomiche come  i “savoiardi”. Questo biscotto era già noto ai siciliani, prima come “Pan di Spagna”, d’importazione iberica e poi col nome di  firringòzza, di produzione locale, nulla di nuovo insomma. “Frincozza” viene anche chiamato il  savoiardo modicano, buono per una perfetta prima colazione.

Arrivò anche lo zabaione dal latino sabaiam  ‘bevanda d’orzo’. La forma zabajone è da considerarsi ormai una forma letteraria antiquata. La forma zabaglione è leggermente meno frequente, ma comunque molto usata.

Comunque sia, lo zabaglionne arrivò anche in Sicilia. Pare che questo dolce è stato inventato a Torino dal frate francescano Pasquale Baylòn, da questi utilizzato, nella sua attività sociali, come medicina ricostituente per deboli e malati. Dopo la canonizzazione del monaco il dolce venne chiamato “crema di San Baylon” e quindi semplicemente “Sambayon” dal quale derivò la forma corrente “Zabajone”. Per la celebre crema, nel 1722 Pasquale Baylon venne proclamato santo protettore dei cuochi.

Le mamme siciliane, lo zabaglione, dolce particolarmente facile da preparare, poco costoso e fatto con pochi ingredienti semplici, ma con un gusto incredibile, lo utilizzavano come ritemprante per i figli sottoposti allo studio, come stimolante per i propri mariti, un antesignano delle moderne “pillole blu” e, soprattutto, come rifocillatore delle “bel levate”, cioè il dolce rigenerativo della prima notte di matrimonio; la  mattina, la mamma della sposa bussava alla porta della camera dei giovani consorti, sorreggendo un vassoio con il rifocillante  zampaglione accompagnato dai  “biscotti di li ziti” e quelli all’”Umberto”, accompagnato da un sorrisino ironico, di chi sa e conosce certi piaceri…, quasi a voler dire: “ritemprate le pazzie della notte trascorsa”. Insomma, un dolce per tutte le occasioni.

Questo dolce al cucchiaio è uno dei dolci di origine italiana, tra i più conosciuti e apprezzati al mondo. Tuorlo d’uovo, zucchero e Marsala (vino liquoroso) e la sbattuta energica con la forchetta che solo una mamma sa fare. Questo è tutto ciò che serve per creare questa magica crema di colore giallognolo e dal gusto deciso, che si caratterizza anche per essere particolarmente versatile. Lo zabaione può anche servire come farcitura in altri dessert o in torte. Limone, anice o cannella sono spesso usate per aromatizzare questa crema e per connotare un gusto più preciso. Ottimo con le fragole, lamponi e piccoli frutti.

*Tratto dal libro di Mario Liberto: “Viaggiare Mangiando, Storyteller food”