Il settore della ristorazione, archiviata la pandemia, con l’importante flusso di turisti nell’anno dei record del turismo nell’isola, era tornato molto florido ma i costi dell’energia elettrica astronomici stanno mettendo in ginocchio il comparto ed ora molti rischiano la chiusura.
Il caso più eclatante è quello dello storico panificio, che negli anni è diventato anche gastronomia e pasticceria, Quartararo a Palermo. Un’attività che a febbraio ha pagato 3.620 euro di energia elettrica e a luglio la cifra record di 27.456 euro. Un aumento talmente smisurato dei costi dell’energia elettrica da portare la proprietà a considerare la possibilità di chiudere dopo tantissimi anni di attività.
“Gentili clienti- si legge sulla pagina Facebook di Quartararo- ad Agosto malgrado l’adeguamento dei prezzi di vendita non siamo riusciti a far quadrare il conto economico dell’azienda (i costi dell’energia, del gas e delle materie prime sono aumentati in modo sproporzionato). Gli incassi sono risultati inferiori alle spese. Pertanto l’azienda sta valutando l’ipotesi di chiudere dal 1 ottobre e mettere il personale in cassa integrazione, per azzerare i costi di gestione e riaprire non appena chi di competenza avrà adottato le giuste misure di sostegno per fare ripartire le aziende. Ci scusiamo per la tragica decisione ma è dovuta alla sopravvivenza, grazie.“
Una situazione per molti diventata ormai insostenibile perché ad aumentare di giorno in giorno sono anche le materie prime e far quadrare i conti diventa sempre più difficile. Anche perché, specialmente per i prodotti di largo consumo come pane, caffè o gelato, in cui sono già stati applicati gli aumenti, non si possono fare continui rincari poiché anche il cliente finale non è contento di pagare un caffè o un cornetto quasi il doppio rispetto ai mesi precedenti.
Molti, specialmente le piccole attività, di questo passo sono inevitabilmente destinate alla chiusura. Adesso devono essere le istituzioni ad intervenire per calmierare i costi dell’energia elettrica anche perché da ciò dipendono gli aumenti generalizzati dei prezzi negli ultimi mesi di materie prime e prodotto finale.





