Ormai i prezzi di qualsiasi prodotto aumentano di giorno in giorno e la pesante situazione internazionale non fa che peggiorare la situazione. Così tanti panificatori, specialmente chi lavora con i forni elettrici, non riescono a rientrarci con le spese e molti hanno già abbassato le saracinesche.
Nel giro di poche settimane i costi delle farine di grano tenero provenienti dall’Ucraina sono cresciuti del 50% e le scorte iniziano pure a scarseggiare. Un aumento dei prezzi della farina all’apice ma che è in costante aumento da oltre un anno, infatti, negli ultimi dodici mesi si è registrato un aumento del 150%. Ma ad aumentare sono altre materie prime di largo consumo nei panifici come il burro, i lieviti, l’olio, le marmellate e il cioccolato. Ad aumentare tantissimo anche la carta per avvolgere e i sacchetti del pane, i vassoi e tutti gli altri prodotti per l’asporto.
Ma la voce che incide maggiormente è quella dell’energia elettrica, che pesa maggiormente per le attività che non hanno il forno a legna ma quello elettrico. Queste attività si sono ritrovate da un mese all’altro a vedersi più che triplicare il costo delle bollette dell’energia elettrica con spese insostenibili specialmente per chi fa solo il pane e non diversifica la produzione. Tanti aumenti che mettono davvero in crisi e in molti casi costringo alla chiusura molte attività non solo in Sicilia ma in tutta Italia.
“C’è molta crisi – ha dichiarato al Giornale di Sicilia il presidente dei panificatori Confcommercio Palermo Natale Spinnato – e chi ha tanti dipendenti rischia molto. Il piccolo riesce comunque a galleggiare ma ormai chi fa solo pane praticamente non riesce più a reggere. La guerra potrebbe aggravare ulteriormente le cose e far aumentare ancora i prezzi delle materie prime e a cascata un po’ tutti potremmo avere problemi”.





