Assistiamo in queste settimane e giorni a un clima di disdette, revoche di bandi, ridimensionamento di finanziamenti, spostamenti di poste di bilancio che stanno falcidiando il settore eventi legati alla promozione del terrritorio, dei prodotti dell’enogastronomia, dell’artigianato e dell’agroalimentare che si basano sullo stare insieme, sulla condivisione, sulle relazioni umane e soprattutto sugli assembramenti, parola che nei mesi del lockdown fin troppo utilizzata in accezzione negativa. Uno stato d’incertezza che ha paralizzato un settore cruciale per l’economia della nostra Regione

Purtroppo con le decisioni assunte in queste ore in ambito nazionale si è giunti alla quasi certezza che il mese di dicembre sarà un periodo contraddistinto da restrizioni e chiusure. Tutto rinviato a dopo l’Epifania, in attesa che con l’arrivo dei vaccini e la progressiva campagna di vaccinazione si possa programmare quantomeno un’estate in cui la fuoruscita dalle limitazioni delle normative anti-covid, possa consentire una programmazione di una vita sociale e di relazioni economiche normali. Realisticamente, il comparto dopo avere assorbito la batosta del blocco primaverile, potrà reggere la crisi della seconda ondata per tre, sei mesi al massimo, mettendo in ginocchio l’intero sistema.

Il rischio concreto è che se questa dovesse durare ancora, il 25% delle imprese del settore forse non riaprirà mai più. Stiamo assistendo all’annullamento di contratti commerciali e incarichi professionali, alla cancellazione diffusa di eventi e manifestazioni.

Per dare la dimensione della gravità del momento abbiamo sentito, tra gli operatori del settore, Davide Merlino, amministratore unico di Sicily Event “La paralisi degli eventi lascia senza lavoro un intero comparto di addetti ai lavori, compresa la manovalanza e il personale impiegato nell’allestimento e nella gestione degli eventi, senza contare l’indotto turistico per albergatori e operatori dell’ospitalità nelle zone interessate. Tenendo conto che la modalità professionale ci porta a curare ogni aspetto dell’organizzazione (pianificazione, progettazione tecnica, comunicazione visiva, comunicazione web e social, gestione ufficio stampa, allestimento, logistica), è facile intuire il danno occupazionale arrecato”.

Vincenzo Montanelli

Un’altra testimonianza emblematica ce la fornisce il noto organizzatore palermitano di grandi eventi, Vincenzo Montanelli “Sicuramente è un momento di incertezza che però non può creare l’immobilismo perché la macchina degli eventi in questi anni ha portato un grande sviluppo alla Sicilia soprattutto potenziando la destagionalizzazione. Ad oggi la Regione ha oggettive difficoltà a sostenere eventi nell’accezzione tradizionale, puntando per lo più alla realizzazione di webinar e promozione nei social. A questo si unisce la difficoltà a reperire risorse private in un contesto economico indebolito dalla crisi. Occorre tenere duro e resistere in una logica di collaborazione e interazione con le Istituzioni, aspettando che il prossimo anno si creino le condizioni per ripartire”

Si registra un sentimento di impotenza e frustazione da parte degli operatori coinvolti e degli apparati politici e burocratici, in una Regione come la Sicilia dove in questi ultimi anni, a ridosso delle festività di fine anno, si prova con una strategia di programmazione a destagionalizzare il turismo promuovendo grandi e piccoli eventi.

Si prova a riconvertire risorse, a posticipare tempi e modalità di utilizzo soprattutto da parte dei 3 Assessorati Regionali impegnati istituzionalmente nella promozione e nel sostegno all’economia legata al turismo enogastronomico e alle attività produttive collegate: Turismo, Agricoltura e Attività Produttive. Con il risultato che le risorse disponibili non si spendono e paradossalmente contribuiscono a realizzare economie di gestione, in un momento in cui sarebbe più che necessario inserirle nel contesto produttivo e nel circuito economico.