Si è conclusa a Villa delle Favare, in pieno centro di Biancavilla, la seconda edizione della kermesse del vino etneo: sono stati tre giorni di ricerca di rappresentazione del vino dell’Etna, con la costante sensazione di ricerca di una sua “identità futura”.
Il ricco programma è partito con il coinvolgimento delle Scuole nel tema della “risorsa Etna”, attraverso una lettura fornita dall’Associazione Donne del vino nella mattinata del venerdì, mentre nel pomeriggio si è svolta “I produttori di Biancavilla si raccontano” una degustazione di alcun cantine locali, qualcuna già molto conosciuta, che hanno portato la testimonianza di un vivace fermento, per un viatico destinato ad ottenere risultati migliori di quelli già ottenuti, nella speranza che il faro mediatico acceso sull’Etna, ormai da oltre un decennio, ma ahimè limitato alla zona nord ed est della Doc, possa venire allargato alla zona sud. E di questo dovranno essere protagonisti gli operatori locali, i quali sono pronti a fare il salto da piccoli produttori a imprenditori di successo su una scala ben più ampia del mercato.
I vini in degustazione sono stati: bianco di Le due Tenute, bianco macerato di Terrafusa, bianco macerato di Tenuta del Vallone Rosso, rosso di Podere dell’Etna segreta, bianco di Tenuta Setteporte di Biancavilla, rosso di Pietrardita, rosso di Terra fusa, rosso di Tenuta di Fessina, rosso (grenache) di Grottafumata, rosso (barbera e grignolino!) di Terre di Montalto.

La mattina del sabato il programma per gli addetti ai lavori ha previsto la visita presso alcune cantine, mentre il pomeriggio si sono svolte due masterclass con degustazione “alla cieca”: si son svolte“Le altre identità del Carricante” (abilmente condotta da Emanuele Gobbi) e “L’Etna del vino raccontata da Slow Wine” (con la presenza dei dirigenti regionali e nazionali di Slow Wine : Simona Bonsignore, Francesco Abate e Alessandro Marra) e con la partecipazioni di tre produttori locali di eccezione Giuseppe Russo, Giovanni Calcagno, Mario Paoluzi di Custodi delle Vigne dell’Etna
Si è discusso sulla identità del carricante e della particolarità di quello coltivato nel sud dell’Etna, dove sono già arrivati big del vino come Gaja (in sala era presente anche Francesca Coice in rappresentanza della cantina), attirati anche dalla necessità di un approfondimento sulla coltivazione del bianco nel lato sud di uno straordinario fenomeno naturalistico come l’Etna, per molti aspetti ancora molto sconosciuta, anche nella speranza di riuscire ancora a scoprire per custodirli, gli aspetti caratterizzanti la conduzione delle coltivazioni della vite e della produzione del suo famoso prodotto.
La mescita delle nelle due giornate è stata curata da ONAV Catania e realizzata dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero IPSSAT Rocco Chinnici di Nicolosi (che ha una delle sue sedi a Biancavilla).
Questi stessi argomenti sono stati ulteriormente sviscerati nelle cene delle due serate preso il locale ristorante Pinto e presso l’Enoteca dell’Etna, sita nel limitrofo territorio comunale di Ragalna: su quest’ultima va detto che i giovani ragazzi, tutti muniti di titoli di studio, hanno preso in gestione una attività per fungere da altoparlante della cultura eno-gastronomica del territorio, attraverso una attività di promozione e rivendita di tutta una serie di prodotti, oltre che di tantissime cantine dell’Etna, e attraverso una offerta di degustazione di piatti ormai quasi dimenticati (come ad esempio il “macco fritto”.

La domenica si è svolto il convegno “L’economia del vulcano”, nel quale, alla presenza di molte autorità e del sindaco Antonio Bonanno (classe 1984), sono state sviscerate alcune delle tematiche principali e focalizzate alcune problematiche, con l’obiettivo di fondo di prevenire l’impoverimento del tessuto sociale e il favoreggiamento della permanenza dei giovali sui nostri territori.
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Subito dopo, nel cortile della Villa delle Favare, c’è stata l’apertura dei banchi di degustazione con il coinvolgimento delle cantine locali e di tutto il territorio e alle cantine già menzionate si sono aggiunte altre cantine dell’Etna locali: Feudo Cavaliere (della ormai famosa Margherita Platania) Travaglianti, Vigne di confine, Terra di Olio e Vino, Alessandro Serughetti, Stanza Terrena,, Serafica, Planeta; Nicosia, Enrica Camarda, Passopisciaro, Murgo, Generazione Alessandro, Tornatore, Eudes, CVA, , Firriato, Terra Costantino, Fischetti, Giovinco, La Gelsomina – Foti Randazzese, Tenute Orestiadi, Duca di Salaparuta, Mandrarossa, Patria e come cantina ospite, Caravaglio proveniente da Salina ma che sbarcherà presto sul vulcano attivo più alto d’Europa !

Fra gli stand pure alcune emergenze gastronomiche; un magnifico pane di grani antichi con il sesamo, confezionato dalla l’Istituto Alberghiero IPSSAT Rocco Chinnici di Biancavilla, un ottimo olio extra vergine di oliva (Sapta di Biancavilla), un delicatissima porchetta al forno, servita con panini e focacce locali (fornita da Nero Majolino) di Biancavilla, circa cinquemila fichi d’india di Belpasso (già sbucciate da abilissime ragazze dell’istituto alberghiero)
Bravo quindi il sindaco ad intuire, che toccare i tasti della enogastronomia, come leva di un avvio di iniziative per la ricezione turistica, diventa una leva strategica anche per irrobustire il tessuto produttivo primario, sostenuto da … Iddu (denominazione scelta da Gaja per la sua prima produzione a Belpasso e messa in commercio dopo alcuni in cantina – come si dovrebbe addire ad ogni vino dell’Etna).
Per altre informazioni su Biancavilla Wine Forum info@etnawineforum.it – www.etnawineforum.it





