Pomodori e melenzane tra i prodotti della dieta Mediterranea. ANSA / CIRO FUSCO

Pronti a soffiare le DIECI candeline del riconoscimento dell’Unesco alla Dieta Mediterranea, come patrimonio immateriale dell’Umanità (2010/2020). Con il significato più ampio di “Stile di vita” che comprende insieme: identità gastronomica, biodiversità alimentare, cultura e tradizione, sostenibilità ambientale, economica e sociale.  L’Istituto Idimed (Istituto per la promozione e la valorizzazione della Dieta Mediterranea) che ho l’onore di dirigere, dall’anno della sua fondazione, il lontano 2011, ha agito, da sempre in maniera proattiva e con grande senso di responsabilità sinergicamente alle istituzioni pubbliche e private per promuovere un nuovo modello di crescita del territorio siciliano al suo interno e, verso l’esterno, per presentare una immagine positiva delle nostre eccellenze paesaggistiche, ambientali, agroalimentari, artistiche, all’interno di una cornice fatta di identità, salute e sostenibilità.

L’idimed promuove e Valorizza le eccellenze enogastronomiche siciliane ponendo in primo piano il Benessere e il sano della Dieta Mediterranea, come luogo di civiltà e di identità culturale, e ancora, considera, la sostenibilità ambientale l’unico volano di sviluppo integrato del territorio. La scelta degli alimenti che compongono la dieta mediterranea, e in particolare, delle dosi e delle modalità di consumo e trasformazione delle stesse, è basata sulle principali conoscenze che la ricerca scientifica ha potuto solidamente confermare, in decenni di ricerche cliniche ed epidemiologiche sul ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita nella genesi delle malattie croniche che caratterizzano il mondo moderno

Il corretto equilibrio nutrizionale della dieta mediterranea è stato dimostrato scientificamente negli anni Settanta dallo Studio dei sette Paesi di Ancel Keys (un medico americano) che metteva a confronto le diete di diverse popolazioni per verificarne i benefici e i punti critici. A partire da quel primo studio, Folte altre ricerche hanno approfondito l’analisi della associazione tra alimentazione e salute, confermando che l’adozione di un regime alimentare di tipo mediterraneo è collegata a un basso tasso di mortalità, una minore incidenza di malattie cardiovascolari, di disfunzioni metaboliche e di certe tipologie di tumori. La promozione e la valorizzazione della Dieta Mediterranea, come strumento di prevenzione primaria delle principali malattie cariovascolari, metaboliche, oncologiciche e degenerative è infatti l’obiettivo del nostro Modello che coniuga la cultura, il gusto e la salute dell’ambiente e delle persone che lo abitano.

È necessario parlare di “alimentazione a 360°” aggregando e integrando diversi aspetti del fenomeno: salutistici e di prevenzione primaria, agronomici, botanici, gastronomici, salutari, psicologici, relazionali e della comunicazione.  Far conoscere l’alimento, fornire indicazioni precise in merito alla specificità nutrizionali e nutraceutiche, al peso e quantità, all’uso dei condimenti, alla provenienza e alla filiera, alla tradizione e alla saggezza dei nostri avi, nonché alle raccomandazioni degli Istituti accreditati. Il cibo rappresenta, infatti, l’occasione per “far gustare” il territorio attraverso una immersione e un coinvolgimento diretto del fruitore nelle specialità culinarie, culturali e ambientali che caratterizzano i luoghi di origine degli alimenti.

Nel corso degli eventi organizzati in questi anni, abbiamo utilizzato prodotti locali e ricette tradizionali dal sapore unico. Una Sicilia da ricordare a chi già la conosce, da presentare a chi non l’ha mia conosciuta, da raccontare a tutti quelli che … nel tempo verranno a conoscerla. L’occasione della festa è utile a ricordare che il futuro della Terra di Sicilia è affidato alle opportunità che una “nuova politica”, fatta di alleanze strategiche, di modelli di sviluppo sostenibile e di uomini e donne di buona volontà, saprà co-costruire.