La chiamano il “frutto del gelato naturale”, e non è difficile capirne il motivo: con la sua polpa bianca e vellutata, la cherimoya, è uno dei frutti più sorprendenti che oggi maturano sulle coste siciliane.
Conosciuta anche come Custard Apple, chirimoya o chirimuya, è una specie originaria delle valli andine tra Perù ed Ecuador che, come molte altre, ha attraversato gli oceani per trovare tra i profumi del Mediterraneo una nuova patria agricola. Anche in Spagna spopola, infatti, nella cittadina andalusa di Almuñecar si organizza ad ottobre un festival proprio dedicato a questo frutto.
In Sicilia (e anche in Calabria) la coltivazione di questo frutto è ancora di nicchia ma in costante crescita e si concentra nelle aree costiere dal clima più mite, dove l’assenza di gelate e la vicinanza del mare favoriscono la maturazione dei frutti. Accanto alla celebre varietà spagnola “Fino de Jete”, i ricercatori dell’Università di Palermo hanno selezionato ecotipi locali che uniscono resa, gusto e proprietà nutrizionali. Tra le realtà che la coltivano figurano il vivaio Vivai Torre, nel Messinese, e altre aziende specializzate nella frutta tropicale dell’Isola. Sul mercato la si trova da ottobre a dicembre, anche se i prezzi sono sostenuti.
Qual è il gusto del frutto tropicale cherimoya?
Esteticamente sembrerebbe una pigna verde immatura: una volta tagliato il frutto, presenta una morbida polpa chiara, dalla consistenza simile a quella dell’avocado, con dei piccoli semi. Si può gustare direttamente con un cucchiaino e i sentori, al palato, ricordano note di banana, ananas, vaniglia e fragola.
Chef e pasticceri la impiegano sempre più spesso per sorbetti, creme e dessert, granite e gelati perchè, a quanto pare, ricorda vagamente i sentori della crema pasticcera.
Insomma, questa antica specie andina, insieme ad avocado, mango e papaya, si sta pian piano trasformando in una nuova sfida per l’agricoltura siciliana che sempre più si sta tropicalizzando. In un’Isola che guarda al futuro senza dimenticare la propria vocazione agricola, la cherimoya rappresenta una delle scommesse più affascinanti della frutticoltura mediterranea.





