In Sicilia cresce spontaneamente un piccolo frutto rosso che, a prima vista, potrebbe sembrare arrivato da qualche Paese esotico.
Ha una superficie rugosa e granulosa, cambia colore durante la maturazione e quando è pronto da mangiare diventa morbido e dolce. Non è una nuova coltivazione tropicale e non arriva dall’Asia o dal Sud America. Al contrario, fa parte da secoli della vegetazione mediterranea e in diverse zone dell’Isola cresce ancora allo stato naturale, anche se oggi è decisamente meno conosciuto rispetto ad altri frutti selvatici.
Si tratta del corbezzolo, il frutto dell’Arbutus unedo, una pianta sempreverde tipica della macchia mediterranea che in Sicilia viene chiamata anche con nomi decisamente più curiosi come ‘Mbriacotto, ‘Mbriacuni o ‘Mbriaculi – poichè, secondo antiche credenze, il consumo eccessivo produce gli stessi effetti dell’alcol – o ancora “aummari“, “sciorba” o “cacùmbari“.
In Sicilia cresce spontaneo da secoli
Mentre negli ultimi anni l’agricoltura siciliana guarda sempre più spesso a mango, avocado, papaya e altre coltivazioni provenienti da climi tropicali, il corbezzolo rappresenta quasi il percorso opposto. È già perfettamente a casa sua.
L’arbusto trova il suo habitat naturale soprattutto nella macchia e nelle formazioni boschive mediterranee. Studi condotti dall’Università di Palermo documentano popolazioni importanti soprattutto sui Monti Peloritani e in alcune aree delle Madonie ma anche sui Nebrodi, sui Monti Sicani, a Pantelleria e in buona parte delle Isole Eolie.

A Piazza Armerina, all’interno della Villa Romana del Casale, è stato persino censito dalla Regione un grande esemplare di corbezzolo, a conferma di quanto questa specie faccia ormai parte del paesaggio dell’Isola. E c’è una particolarità che rende questa pianta ancora più riconoscibile: fiori e frutti possono essere presenti contemporaneamente sui rami. I piccoli fiori chiari convivono così con frutti gialli, arancioni e rossi, creando uno degli spettacoli più particolari della macchia mediterranea.
Sembra un litchi rosso, ma il sapore è tutto mediterraneo
La parte più curiosa rimane comunque il frutto. Il corbezzolo è una piccola bacca carnosa che raggiunge circa due centimetri di diametro. Durante la maturazione passa dal verde al giallo, poi all’arancione e infine a un rosso acceso. La buccia è ricoperta da piccole protuberanze che gli danno un aspetto quasi tropicale, vagamente simile a quello di alcuni frutti esotici asiatici.
Quando è completamente maturo cambia però anche la consistenza. La polpa diventa morbida, dolciastra (ma non troppo) leggermente granulosa e quasi pastosa, con numerosi piccoli semi al suo interno. Può essere mangiato fresco, naturalmente quando è ben maturo, ma è soprattutto nella trasformazione che diventa interessante.
Marmellate, gelatine e liquori: un frutto che in cucina ha molto da dire
Probabilmente uno dei motivi per cui oggi vediamo raramente i corbezzoli nei negozi è la loro delicatezza. Il frutto maturo è morbido e non è facile da trattare come una mela, un’arancia o una pera. Questo non significa però che abbia poco da offrire dal punto di vista gastronomico.
Tradizionalmente i frutti vengono utilizzati per preparare marmellate, confetture, gelatine, sciroppi e canditi. Possono essere sottoposti anche a fermentazione e distillazione per ottenere liquori e acquaviti.
Un ingrediente che, rivisto con gli occhi della cucina contemporanea, potrebbe prestarsi facilmente anche a dessert, gelati, sorbetti, composte, salse agrodolci o preparazioni da abbinare a formaggi e carni.
Poi c’è il miele. Il corbezzolo fiorisce in un periodo particolare dell’anno e può dare origine a un miele raro e ricercato, conosciuto soprattutto per il suo caratteristico profilo amarognolo. La produzione italiana più famosa è legata in particolare alla Sardegna, dove il miele di corbezzolo è diventato una vera specialità.
Un frutto quasi dimenticato che potrebbe tornare di moda
Il paradosso è che oggi siamo disposti a cercare nei negozi specializzati frutti provenienti dall’altra parte del mondo, mentre un prodotto dall’aspetto altrettanto curioso cresce già spontaneamente in Sicilia.
Il corbezzolo non diventerà probabilmente il nuovo mango siciliano e difficilmente riempirà i reparti dei supermercati. Proprio la sua rarità commerciale, però, potrebbe trasformarlo in un ingrediente interessante per pasticceri, gelatieri, chef e piccoli produttori artigianali alla ricerca di materie prime legate al territorio ma capaci di sorprendere.
Non è un frutto tropicale che ha imparato a crescere in Sicilia. È un frutto mediterraneo che in Sicilia cresce già da sempre, ma che nel frattempo abbiamo quasi dimenticato.





