La pasticceria dell’entroterra custodisce piccoli capolavori nati dalla combinazione di pochissimi ingredienti facilmente reperibili nelle proprie dispense: è il caso delle Giambelle di San Cataldo, piccolo comune in provincia di Caltanissetta.
Questi biscotti da credenza rappresentano il simbolo delle feste di paese, tanto da rivelarsi immancabili sulle tavole durante i giorni di celebrazione. Si tratta di dolci dalla tipica forma allungata, caratterizzati da una crosticina friabile che nasconde un cuore morbido, perfetto per essere inzuppato.
L’inclusione di questa ricetta all’interno del volume culinario firmato da Giusina Battaglia ha riacceso i riflettori su un patrimonio gastronomico che rischiava di rimanere circoscritto alla sola area nissena. Il segreto delle Giambelle risiede tutto nella particolare lavorazione a caldo delle uova con lo zucchero, un passaggio tecnico che conferisce stabilità e morbidezza all’impasto senza la necessità di utilizzare lievito o grassi aggiunti come burro e strutto.
In questo modo si rivelano non solo estremamente gustosi, ma anche leggeri e adatti sia ai più piccoli, sia a chi preferisce un’alimentazione sana e genuina. Ecco la ricetta delle Giambelle della tradizione nissena proposta da Giusina in Cucina.
Ingredienti
- 1 kg farina 00 di Maiorca
- 700 g zucchero
- 10 uova
Preparazione
In una pentola capiente, lavorando interamente a freddo, inseriamo lo zucchero semolato e le uova intere fresche.
Accendiamo il fornello regolando la fiamma al minimo e, continuando a mescolare senza alcuna sosta, facciamo sciogliere i granelli di zucchero fino a quando il composto liquido non si addensa leggermente, prestando attenzione affinché la miscela non raggiunga mai il bollore.
Spegniamo il fuoco e lasciamo raffreddare completamente la base a temperatura ambiente.
Successivamente versiamo la miscela così ottenuta all’interno di una ciotola spaziosa e iniziamo ad aggiungere la farina un po’ alla volta, amalgamando i componenti con un cucchiaio fino a ricavare un impasto del tutto liscio e setoso.
Trasferiamo il composto in una sacca da pasticcere e, sopra una teglia da forno precedentemente unta con un velo d’olio, andiamo a disegnare dei bastoncini lunghi all’incirca 8 centimetri, ricordando di distanziarli bene tra loro per la successiva cottura. In alternativa, si può distribuire l’impasto direttamente sulla superficie a cucchiaiate ben distanziate.
Facciamo cuocere in forno caldo e statico a 200°, sfornando i biscotti solo quando i bordi esterni mostrano una leggera doratura.
Come servire le Giambelle a tavola
Questi biscotti tradizionali si prestano a diversi abbinamenti e possono essere consumati, da soli o in compagnia, in diversi momenti della giornata. Ecco gli accostamenti ideali:
- con una tazza di latte caldo o un caffè forte a colazione;
- con un bicchiere di vino dolce liquoroso siciliano come il Passito a fine pasto;
- con una tazza di tè caldo nel pomeriggio.
Le Giambelle si conservano perfettamente per diversi giorni all’interno di una comune scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica, mantenendo intatta la loro originaria fragranza e pronti per essere gustati in qualsiasi momento.





