Torrefazioni, una nuova associazione di imprese e piccoli progetti agricoli da Palermo al Ragusano: nella Giornata internazionale del caffè, il viaggio dentro un settore che unisce abitudini quotidiane, lavorazione e ricerca.
In Sicilia la tazzina accompagna momenti diversi della giornata, dal mattino alla pausa pomeridiana, sino a sera, diventando occasione di incontro, pausa e ospitalità. Dietro questa familiarità c’è un mondo meno conosciuto: imprese che selezionano e tostano chicchi importati, professionisti della degustazione e agricoltori che provano a coltivare nell’Isola.
Il primo ottobre, Giornata internazionale del caffè, offre l’occasione per raccontare questi protagonisti. La Sicilia partecipa a una filiera che, secondo il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, sviluppa in Italia 5,9 miliardi di euro di fatturato e cerca una maggiore riconoscibilità attraverso la collaborazione fra torrefazioni, mentre da Palermo a Santa Croce Camerina si sperimentano anche piccole produzioni agricole.

Le dimensioni industriali restano legate soprattutto alla trasformazione della materia prima importata. Secondo il comunicato del Comitato Italiano del Caffè, nel 2025 l’Italia ha prodotto 424.168 tonnellate di caffè tostato e solubile, con circa mille torrefazioni. Le esportazioni di tostato, incluso il decaffeinato, sfiorano le 280 mila tonnellate. A monte della filiera, le importazioni italiane di caffè verde raggiungono 641.234 tonnellate; Brasile e Vietnam rappresentano insieme il 57% dei volumi.
Per l’Isola, il quadro documentato mette insieme più attività: torrefazione, vendita, servizio nei bar, formazione e ricerca agricola, con alcune coltivazioni e una rete di imprese che vuole fare squadra.
Le torrefazioni siciliane si uniscono
Sul fronte delle imprese, il 26 giugno 2026 è stata costituita Associazione Caffè Sicilia, su iniziativa di Orazio Rotondo, con quattordici torrefazioni fondatrici. sxz Ne fanno parte Allenza di Mussomeli; Bell Caffè e Moak di Modica; Cafè Noir e Pop Caffè di Ragusa; Casa del Caffè di Villabate; Epos Caffè di Belpasso; Geraci di San Giuseppe Jato; Giuseppe Monti Caffè di Carini; Messican Caffè e Pedrito Caffè di Palermo; Sicania Caffè di Calascibetta; Murgana di Grammichele e Zi Caffè di Marsala.
Il progetto punta a valorizzare la lavorazione siciliana attraverso un disciplinare condiviso, formazione, innovazione e promozione sui mercati nazionali e internazionali. È nella trasformazione che queste imprese costruiscono il proprio prodotto: selezionano le origini, compongono le miscele e definiscono la tostatura.
Il caffè coltivato in Sicilia, da Palermo al Ragusano
In Sicilia il caffè viene anche coltivato, attraverso piccole produzioni e sperimentazioni. A Palermo, Morettino porta avanti da oltre trent’anni un progetto che oggi coinvolge l’Orto botanico e l’Università, con piante di Arabica coltivate all’aperto. A Terrasini, Rosolino Palazzolo, fondatore dell’Orto di Rosolino, coltiva in serra la varietà Caturra: dal raccolto 2025 ha ottenuto 3,5 chili di caffè verde, denominato “Caffè del Duca”, valorizzando anche buccia e polpa per il liquore “Rosso Caffè”.

A Santa Croce Camerina, nel Ragusano, Giovanni Balistrieri e Adriano Cafiso gestiscono Finca Balistrieri, laboratorio di coltivazione e formazione che un resoconto del 2024 descriveva con circa 600 piante in serra. Esperienze diverse che studiano le possibilità di una filiera locale, ancora lontana dai volumi necessari a rifornire su larga scala l’industria.
A casa e al bar: come cambiano le abitudini
Per capire l’evoluzione dei consumi, il riferimento è la nuova ricerca del Comitato Italiano del Caffè, svolta da Altroconsumo su oltre 1.200 consumatori. I risultati sono nazionali e non permettono di misurare separatamente le abitudini dei siciliani, ma descrivono il mercato nel quale operano anche le aziende e i bar dell’Isola.
Tre italiani su quattro bevono regolarmente caffè. Tra chi consuma espresso, l’83% lo beve ogni giorno. Il 95% dei consumatori lo prepara abitualmente a casa, mentre il bar resta un punto di riferimento per il 79%: due modalità che convivono nella quotidianità.
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In casa, moka e capsule sono quasi alla pari come sistema prevalente di preparazione, rispettivamente per il 32,5% e il 31,2% degli intervistati. Seguono le cialde, con il 16,7%, e le macchine espresso con caffè in grani, con il 15,2%. Cambiano anche i canali di acquisto: il 78% compra al supermercato, ma il 29% acquista anche online. Per circa il 76% il gusto è un elemento molto importante o fondamentale nella scelta, davanti a offerte, prezzo, marca e tipologia.
Uno dei dati più cruciali, dal punto di vista grastronomico, è che il legame con la bevanda resta soprattutto personale e sociale: l’87% la associa al piacere e il 72% la considera un’occasione per fare una pausa o stare in compagnia.





