La guerra tra Russia e Ucraina, come previsto, sta danneggiando l’economia europea con aumenti vertiginosi di energia elettrica, gas e materie prime. Ma anche le sanzioni inflitte alla Russia stanno recando gravi danni a vari settori dell’economia come quello del vino siciliano.
Negli ultimi anni una fetta molto importante delle esportazioni all’estero del vino siciliano riguardava in mercato russo, ma le sanzioni inflitte dall’Italia alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina hanno di fatto bloccato la commercializzazione con perdite per le aziende vitivinicole siciliane di milioni di euro in un mercato che negli ultimi anni si era molto sviluppato sia per le forniture alla ristorazione sia per quelle ai privati.
Un giro d’affari, calcolato in circa 25 milioni di euro, che rappresentava il 7% delle esportazioni all’estero del vino siciliano che con l’inizio del conflitto e le sanzioni inflitte alla Russia si è interrotto arrecando gravi pertite alle aziende del settore siciliane che commercializzavano i loro vini con la Russia ma anche con l’Ucraina. Aziende che quindi sperano nella rapida fine del conflitto e nella rimozione delle sanzioni per tornare a esportare i loro vini in un mercato diventato negli anni florido e strategico.
“Si tratta di un danno certamente importante – ha spiegato al Giornale di Sicilia Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia e amministratore di Donnafugata – che avrà un impatto sul fatturato tra il 2 e il 3 per cento, anche se abbiamo stimato che le cantine sociale e le imprese più grandi potrebbero essere penalizzate del 10-15 per cento.”





