Le offerte «predatorie» sugli alberghi vuoti in Sicilia è un fenomeno carsico, di cui si parla malvolentieri. Non hanno perso tempo, dunque, gli speculatori della crisi del Covid-19. Consapevoli di avere a che fare con un settore fiaccato nelle risorse e nel morale dalla consapevolezza che quand’anche si dovesse riaprire, la stagione è da considerarsi pressoché perduta. Il periodo post-crisi non desta solo paure per la salute e l’economia, c’è il fondato rischio che gli speculatori tentino di approfittare della debolezza delle aziende dell’Horeca.

E’ assodato che molte imprese siciliane sono a caccia di liquidità per sopravvivere, difatti vivono in sospensione e alle prese con richieste di finanziamento a sostegno della liquidità per la sopravvivenza, ma in attesa di nuove disposizioni e deroghe. Hanno effettuato la richiesta di accesso a nuovi fondi creati ad hoc ma hanno sicuramente la preoccupazione di indebitarsi troppo, rischiando poi di trovarsi ancora di più in difficoltà nel momento in cui la ripartenza fosse più lontana. Ma se i contributi alle categoria produttive e professionali iniziano ad arrivare, per le imprese e le aziende operanti nel settore della ricettività e della ristorazione la questione è un po’ diversa, sono quelli che si trovano a pagare il prezzo più alto e i titolari si trovano costretti, in molti casi, a mettere in vendita ristoranti, bar e alberghi a prezzi stracciati.

Per gli investitori alla ricerca di affari è infatti aperta la caccia alle piccole e medie imprese in grosse difficoltà. Sullo sfondo anche il ritardo del sostegno economico dello Stato ai piccoli operatori economici, dovuto a lunghi iter burocratici. Oggi è messa a dura prova la capacità delle tipologie di imprese operanti nell’horeca di “resistere” tenedo conto del livello della loro solvibilità, delle chances di ottenere prestiti e delle condizioni necessarie per intercettare la ‘ripresa’. Secondo stime condivise i settori più colpiti dalle misure anti-contagio sarebbero quelli relativi alle piccole e medie imprese, agli artigiani, agli esercizi commerciali, in particolare bar, ristoranti, alberghi e altre strutture ricettive”.

Il timore per molti imprenditori è legato all’effettività delle misure di sostegno decretate e previste che dovranno però passare dall’imbuto e dall’inefficenza dell’apparato burocratico. Procedure amministrative che difficilmente consentiranno nell’immediato di far fronte alla crisi e che, quindi, potrebbero rivelarsi tardive o, comunque, di complessa attuazione per tante piccole realtà commerciali.